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PRECARI, APPROVATO EMENDAMENTO IN COMMISSIONE BILANCIO ALLA CAMERA - ORLANDO: “ORA UN TAVOLO TECNICO CON LA REGIONE SICILIANA”

“L’AnciSicilia esprime apprezzamento per una scelta che è stata fortemente, e da tempo, chiesta dall’Associazione stessa e voluta da tutti i comuni.”
Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia, commentando l’approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati dell’emendamento di proroga dei precari.
“Adesso – aggiunge Orlando – l’AnciSicilia chiede un tavolo tecnico alla Regione Siciliana per affrontare finanziariamente e in chiave progettuale la continuazione di servizi essenziali e l’occupazione di migliaia e migliaia di lavoratori”.
“Questo – spiega Salvo Lo Biundo, vice presidente dell’Associazione con delega alle Politiche del Personale degli Enti Locali – è un primo passo per una vicenda che si trascina da oltre vent’anni e non è mai stata affrontata col dovuto impegno e con senso di responsabilità da tutte le istituzioni interessate. Da oggi stesso si deve iniziare a riformulare il decreto 101, partendo dal risultato ottenuto in Commissione Bilancio, un risultato importante per cui ringraziamo tutti i deputati siciliani che hanno fatto capire al governo nazionale le peculiarità di questa vicenda. Bisogna, infine, sottolineare che in aiuto a tutto questo è intervenuta anche la Corte di Giustizia Europea che dando ragione al mondo della scuola sostiene, di fatto, anche le ragioni del nostro precariato. Adesso bisogna trovare una soluzione normativa seria che possa definire la stabilizzazione di tutti i precari e, per fare questo, l’AnciSicilia chiederà anche a livello nazionale la creazione di un tavolo tecnico”


LEGGE DI STABILITA 2015,  SEMPRE PIU’ A RISCHIO  I FONDI PAC - L’ANCISICILIA: “I COMUNI PERDERANNO RISORSE DI VITALE IMPORTANZA”

Sulla vicenda dei fondi Pac interviene l’AnciSicilia denunciando nuovamente il rischio di definanziamento.
“Di fronte al grave disastro economico che tali tagli provocherebbero ai comuni della Sicilia – spiega Leoluca Orlando, presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – ci appelliamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e a Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da sempre sensibili ai problemi delle amministrazioni comunali del Sud,  affinché prevedano uno slittamento dei termini previsti per l’impegno delle risorse del Piano di Azione e Coesione, e cioè dal 30 settembre 2014 al 30 giugno 2015. Inoltre, chiediamo che il governo regionale attivi una task force, anche con la partecipazione della nostra Associazione, che consenta l’avvio spedito di tutte le procedure per l’impegno delle somme”,
     “Se l’art.12 della Legge di Stabilità 2015 venisse approvato nel’attuale versione – aggiunge Paolo Amenta, vice presidente dell’Associazione con delega alle Politiche sociali e di sviluppo - abbiamo scoperto che il governo nazionale per garantire gli “Sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato” ricaverà la copertura finanziaria necessaria, dai fondi previsti per il Piano di Azione e Coesione che non sono stati impegnati entro il 30 settembre 2014. Di fatto, però, molte delle opere che attingono ai Pac seppure non siano state formalmente affidate sono già in fase di appalto.”
“Voglio precisare che tali risorse, in Sicilia,  - continua Amenta - sono assolutamente necessarie per la riqualificazione dei centri urbani, per l’impiantistica sportiva e, soprattutto, per i servizi sociali destinati in particolare ad anziani e bambini. Il governo nazionale ha preso, di fatto, in maniera unilaterale la decisione di tagliare i fondi non utilizzati entro il 30 settembre, non rendendosi conto che le amministrazioni comunali dell’Isola, e in particolare i cittadini, non potranno sopportare un taglio di questa portata che provocherà un ennesimo disastro economico”.
“Se si verificasse il definanziamento dei fondi Pac -  conclude Luca Cannata, vice presidente vicario dell’AnciSicilia – sarebbe la dimostrazione pratica di una totale disattenzione nei confronti degli investimenti sul territorio siciliano. Pertanto, potremmo anche dichiarare che il governo regionale sia incapace di adempiere al proprio ruolo di tutela degli interessi di sviluppo della nostra regione”.