BAGHERIA: ARRESTATI DUE STUPRATORI

Durante la notte tra venerdì e sabato 10 ottobre 2009, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Bagheria hanno arrestato in flagranza, per i reati di sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo, due giovani bagheresi. Si tratta di Paolo Bartolone, ventisettenne celibe e di professione barista e di Antonino Di Miceli, di trentacinque anni, celibe e muratore.
Intorno alla mezzanotte i due hanno messo in atto un′azione degna del film Arancia Meccanica: una scena di violenza e spietatezza inaudite. I fatti sono questi: Bartolone e Di Miceli, dopo una giornata trascorsa il primo a lavorare in un bar, il secondo a lavorare presso un cantiere edile, decidono di vedersi presso un bar di Bagheria, frequentato da giovani del posto. Qui bevono qualche birra, scherzano con altri amici. Ad un certo punto decidono di andare a cercare del "divertimento" nella vicina Palermo: i due hanno in mente di cercare una prostituta al Foro Italico del capoluogo siciliano. Intorno alle 23 inizia la loro ricerca tra via Messina Marine e Piazza Marina, fino a quando la loro attenzione si focalizza su di una giovane ventiquattrenne proveniente dal Niger. Contrattano la somma di denaro dovuta per la prestazione; la ragazza sale a bordo dell′autovettura che, almeno inizialmente, si dirige verso una zona appartata di Palermo. A questo punto scatta il cambio di programma: i due decidono di cambiare itinerario dirigendosi verso Bagheria. La ragazza capisce subito che qualcosa non va ed infatti chiede di essere riaccompagnata, ma le sue disperate richieste cadono nel vuoto, anzi, viene bloccata e maltrattata da uno mentre l′altro guida la macchina verso una zona di campagna, nei pressi del centro cittadino ma a quell′ora della notte praticamente isolata. Qui, in mezzo alla campagna, la giovane donna viene violentata: è un incubo che di certo la ragazza non si aspettava di dover vivere.
Tuttavia mentre Bartolone e Di Miceli, sicuri che il buio della notte e la fragilità della ragazza potessero assicurare loro l′impunità, danno sfogo alla loro violenza, una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Bagheria, in servizio di perlustrazione, transita nei pressi dell′autovettura notando la stessa aperta ma senza nessuno dentro. L′intuito spinge i militari a capire che stava succedendo qualcosa di anomalo. I militari infatti scendono, ispezionano la macchina e la campagna circostante, dove attratti dalle grida disparate della ragazza, scoprono quanto stava succedendo. Immediatamente i carabinieri bloccano Bartolone e Di Miceli, allertano la centrale operativa che invia immediatamente sul posto altre pattuglie in ausilio e una ambulanza per la giovane donna. I due, a seguito delle indagini che hanno consentito di ricostruire quanto successo, vengono arrestati e condotti presso il carcere "Ucciardone" di Palermo, ove attualmente sono ristretti in attesa di essere giudicati. La donna viene visitata dai medici che le diagnosticano contusioni varie guaribili in quindici giorni, certamente a causa della lotta ingaggiata dalla giovane al fine di liberarsi dagli aggressori. Nella caserma dei Carabinieri di Bagheria, successivamente la ragazza troverà il supporto di personale femminile specializzato nel trattamento dei reati che offendono la sfera sessuale, che si sta anche prodigando per l′accoglienza della giovane presso una struttura.
Spesso a prostituirsi sono donne, provenienti soprattutto dal continente africano, costrette a "vendere" il proprio corpo sotto la minaccia di morte per loro o per i proprio cari. L′invito rivolto a queste giovani donne è quello di affidarsi alle Forze dell′Ordine che sapranno indirizzarle in centri di recupero che potranno dar loro un aiuto concreto per condurre una vita ′normale′.