L’ebraismo raccontato da Moni Ovadia
- Cefalù,
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Un pubblico molto numeroso e partecipe ha seguito mercoledì 30 settembre, presso la Villa dei Melograni di Cefalù, l′incontro con Moni Ovadia sull′ebraismo, promosso dall′Ufficio diocesano per l′Ecumenismo e il Dialogo.
All′inizio il direttore dell′Ufficio Liborio Asciutto ha rievocato il cammino svolto in diocesi negli ultimi 15 anni nel campo del dialogo con l′ebraismo, per il quale sono state invitate tante personalità di rilievo e ha sottolineato il fatto che ciò è stato possibile solo in base alla svolta epocale compiuta dal Vaticano II con la Nostra Aetate. Ha quindi ringraziato il Vescovo Mons. Sgalambro per l′ampio sostegno dato a tutte queste iniziative, notando come questo incontro fosse ormai l′ultimo realizzato durante il suo ministero pastorale.
Quindi il vicedirettore Amalia Misuraca ha tracciato un breve profilo di Moni Ovadia, attore, scrittore, musicista, senz′altro uno dei più prestigiosi esponenti dell′ebraismo italiano.
Mettendo sempre a base delle sue argomentazioni versetti della Torah, nella traduzione italiana e spesso con puntuali riferimenti all′originale testo ebraico, Moni Ovadia nella sua relazione ha smontato vari pregiudizi ampiamente diffusi nei confronti dell′ebraismo, come la sua supposta chiusura nel particolarismo, e ha messo in luce i punti salienti dell′etica ebraica — comune a quella dei monoteismi: l′eguaglianza fra uomo e donna e fra tutti gli uomini, l′amore verso il prossimo, l′esigenza di seguire sempre la via del bene e l′accoglienza verso lo straniero,. Il relatore si è soffermato a lungo su questo ultimo aspetto, basando l′argomentazione sull′affermazione della Torah che la terra è di Dio e quindi su di essa siamo tutti stranieri e sul fatto che il comando di accogliere lo straniero è quello più frequentemente ripetuto nella Bibbia.
Al termine della relazione, resa più attraente dalle umoristiche storielle ebraiche che l′accompagnavano, Moni Ovadia ha risposto ad alcune domande provenienti dal pubblico.
A conclusione il vescovo Mons. Francesco Sgalambro ha espresso tutto il suo apprezzamento per quanto detto nei confronti del dialogo ebraico-cristiano, avvalorando ciò con due citazioni, una del card. Agostino Bea e un′altra del card.
Carlo Maria Martini. Ha ringraziato infine l′Ufficio per quanto ha realizzato in questi anni nel campo dell′ecumenismo e del dialogo interreligioso, auspicando che l′impegno e il lavoro profusi continuino con eguale intensità.
La serata si è conclusa con un coffee-break offerto al pubblico.
Fonte: [diocesidicefalu.it]