L'informazione non si fa mettere il guinzaglio
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′′La Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa Italiana, riunita oggi a Roma, - ha confermato la manifestazione per la libertà di informazione, per una stampa che non vuol farsi mettere il guinzaglio da nessuno, che si terrà oggi a Roma, in Piazza del Popolo, con inizio alle 15.30. La manifestazione è aperta a tutti i cittadini e, per questo, la Fnsi ha rivolto un invito ad aderire soprattutto alle forze sociali, sindacali, associative del Paese.
La manifestazione per la libertà di stampa, sarà seguita con delle dirette televisive da Sky Tg24 a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30. Queste dirette si aggiungono a quelle già programmate da Repubblica tv, da Youdem, dal sito della Cgil e da Popolare network.
′′Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa! E Piazza del Popolo darà una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti′′. E′ quanto afferma il presidente della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, Roberto Natale presentando la manifestazione di sabato pomeriggio a Roma. ′′Sul sistema dell′informazione tira un′aria pesantissima. Il dovere di informare che il diritto dei cittadini a sapere sarà lo slogan della manifestazione, nel segno dell′art. 21 della Costituzione che non è di parte né tantomeno anti-italiana′′.
Il presidente della Federazione nazionale della Stampa tiene a sottolineare che ′′l′iniziativa è promossa dal sindacato dei giornalisti ma non ha un taglio corporativo′′. Quanto ai partiti, ′′ci sono sigle che hanno aderito, sostanzialmente dell′opposizione - come il Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra e Liberta′ - ma abbiamo chiesto a tutti che la manifestazione resti autonoma, anche se non ci appartiene il qualunquismo anti-partiti′′. Natale ricorda anche che ′′il tema dell′autonomia dell′informazione non lo scopriamo soltanto oggi e non pensiamo certo che i problemi siano iniziati con il governo Berlusconi: sarebbe una rappresentazione falsa della situazione. Sull′Italia gravano non solo il conflitto di interessi ma anche numerosi conflitti di interesse nell′intreccio delle proprietà nella grande stampa nazionale′′.