Lentini: 'Basta soldi a Fiat senza precise garanzie'
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′La vicenda dello stabilimento automobilistico di Termini Imerese assume contorni sempre più inquietanti: Fiat continua a fare profitti delocalizzando le produzioni all′estero e poi pretende continui e sempre più massicci contributi pubblici per tenere in vita lo stabilimento siciliano, realizzando un continuo ricatto sulla pelle degli operai della fabbrica e di quelli dell′indotto.
Il gruppo torinese - dichiara il Vicepresidente della Commissione Lavoro all′ARS, Totò Lentini - ha ricevuto, fin dall′insediamento dello stabilimento termitano, risorse pubbliche impressionanti: dai terreni, alla partecipazione azionaria regionale poi regalatagli, dalla miriade di incentivi fiscali e contributivi fino alle continue erogazioni pretese ed ottenute con la minaccia di chiudere.
Gli ulteriori 350 milioni di euro di interventi, promessi dall′Assessore all′Industria Venturi, devono essere vincolati ad impegni precisi ed inderogabili da parte di Fiat: un piano industriale di lungo respiro, la produzioni di modelli davvero innovativi e capaci di affermarsi sul mercato, la piena garanzia dei livelli occupazionali anche nell′indotto e, soprattutto, un impegno giuridicamente vincolante per almeno altri venti anni a mantenere l′attività, mettendo lo stabilimento in condizione di sostenersi da solo, senza bisogno di ulteriori interventi pubblici. Altrimenti - conclude Lentini - meglio cercare altre strade. Inutile ricordare che con 350 milioni potremmo pagare gli operai per vari anni e che lo stabilimento potrebbe benissimo essere gestito da qualche altra azienda automobilistica, più capace di Fiat di stare sul mercato e dare occupazione senza scaricare le perdite sulle collettività′.