Umanità e paesaggio: dialogo tra fotografie stitiche

Giorno 8 Agosto 2014 a Petralia Soprana a Palazzo Pottino avverrà l'inaugurazione della mostra fotografica di due artisti locali: Giorgio Ferruzza e Pietro Librizzi. La mostra saà visitabile sino al 16 Agosto.  

Mostra! Mostrare a chi? e perché, cosa? Perché stitico? Stitico. Parola scomoda e ripudiata ad ogni richiesta di consiglio, si è tuttavia deciso di farle accompagnare la mostra in qualità di aggettivo preciso, seppur chiaramente figurato. Essere stitici col fare fotografia vuole opporsi all’essere diarroici, vuole rifiutare l’emorragia come metafora della produzione rimandandoci quindi a ciò che la fotografia è veramente: selezione rigorosa del visivo.
Le immagini che aprono la mostra non hanno un tema definito, si nutrono più dell’intuito in risposta a quell’hic et nunc necessario, legittimando il loro esistere con il dover di essere, nella voglia o necessita’, azione, che ha portato a scattare la fotografia.
E non descrivono niente, in parte, se non ciò che l’osservatore di per se già conosce.
Una serie di immagini dove i due interessi visivi emergono piano piano, sussurrando la loro paternità in un dialogare di armonie tra l'uomo e i misteri delle cose lì per terra.


Giorgio Ferruzza (nella foto accanto) nasce a Petralia Sottana nel 1985.
Abita e vive a Castellana Sicula dove vi lavora.
Sin da piccolo si interessa all’arte. Apprende da sé gli esercizi di pittura. Realizza le sue prime opere;
ma presto insoddisfatto, forse anche un po’ per indole, perde fiducia e i suoi disegni, solamente abbozzati, rimangono incompiuti. Altri li regala.
Instancabile osservatore, non perde mai di vista l’aspetto antropologico. Nel tempo libero studia.
Scopre i grandi maestri della fotografia, in particolare HCB del quale ne rimarrà affascinato.
Prevalentemente orientato nell’analisi dell’uomo-ambiente, il desiderio di fermare in immagine ciò che più lo incuriosisce, lo coinvolge, andando in giro per la città, lo spinge alla fotografia. Questa la sua prima mostra.


Pietro Librizzi (nella foto accanto) nasce a Palermo nel Marzo 1993. Sfatati diversi miti offerti durante l’educazione superiore, si ritrova per spirito di avventura (e conoscendo l’inglese) nella capitale britannica, dove si lascia convincere che l’arte possa cambiare il mondo. Sviluppa
in breve tempo una confusa pratica che si altalena tra musica, fotografia e video e che per fortuna gli attenua l'angoscia della scelta, il “che fare?” Merziano, purtuttavia mantenendo la fotografia come caposaldo. Fotografia che diventa più che un mezzo espressivo un metodo omnilaterale di presenza nel mondo, che si travasa con le sue tecniche nel video e
a volte nella musica. L’osservare, il trovare, si propongono come atto creativo
predominante, con le controversialità ontologiche che ancora tormentano l’artista nelle considerazioni sulla materia.