Non sono eroi

Non partecipo al dolore della nazione intera. Non trovo assolutamente si tratti di caduti in missione di pace. Non sono persone mandate al macello ma persone addestrate che hanno scelto di farlo per lavoro. Non provo una stretta al cuore. Non mi sento vicina alle famiglie più di quanto mi senta vicina a qualsiasi altra famiglia subisca un lutto. Non mi interessano gli speciali sui funerali di stato. Non ho osservato alcun minuto di silenzio. Non ho spedito nessuno a morire, per me non dovrebbe starci proprio nessuno là. Non ho appeso nessun tricolore alla finestra. Non mi commuove il povero ignaro bambino con il basco del papà in testa, mi mette solo tristezza. Non c′è nessuna gloria e nessun onore in queste morti. Non mi interessa chi ha partecipato e quanta gente c′era. Non mi emozionano gli applausi, gli occhi bassi velati di lacrime, le urla ineggianti la folgore, gli striscioni portati dalla gente. Non mi sento fiera di essere italiana quando dei connazionali muoiono in guerra. Non voglio condividere l′ipocrisia di chi sente dolore per perfetti sconosciuti dimenticandosi quanti altri continuano a morire ma non sono importanti perché non hanno nomi italiani, la stessa ipocrisia che celebra mercenari pagati per uccidere e poi ignora chi muore facendo un lavoro che non dovrebbe prevedere morte.

Non è cinismo. Ma se qualcuno volesse pensare che invece è così, preferisco restare cinica ma ricordarmi di tutte le morti inutili. Tutte quante. Comprese quelle di chi non ha la dignità di essere chiamato persona ma solo immigrato.

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