Kabul, se a morire sono i ragazzi del Sud
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Sei ragazzi morti e quattro feriti, tutti meridionali o quasi. I talebani non hanno scelto i figli del Sud per il loro attentato, il nostro esercito è fatto di ragazzi meridionali per la stragrande maggioranza. Ragazzi che non possono compiere molte scelte, perché dalle loro parti cercare un posto di lavoro è come cercare l′ago nel pagliaio. Dunque l′esercito, la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza. Oppure la scuola, prof, presidi ed altro.
Quando i meridionali indossano la divisa, sono italiani e basta. E se ci lasciano la pelle, la loro origine scompare, com′è giusto che sia. Si parla di loro come persone per bene, gente che fa il proprio dovere con serietà e con dedizione, gente che crede al lavoro che ha scelto e lo rispetta. I rappresentanti delle istituzioni ed i leaders dei partiti li dipingono come eroi, per compensarli del sacrificio che viene loro richieste — quello della vita — ma tutti sanno bene che si tratta solo di ragazzi in gamba, disciplinati, attenti, pieni di orgoglio e ben addestrati, tutte qualità che messe insieme valgono più dell′eroismo individuale. Se l′Italia si è guadagnata una buona immagine, grazie all′esercito, e non è che fosse facile, lo si deve ai ragazzi meridionali che hanno scelto d′indossare la divisa in mancanza di meglio. La qualcosa è straordinaria, perché fare bene un mestiere che si è scelto fino a un certo punto, pretende maturità, forza d′animo, duttilità, senso del dovere, rispetto per le istituzioni.
La divisa fa miracoli? Può darsi che indossarla renda orgogliosi, ma ci vuole anche la materia prima per raggiungere il risultato. E questa materia prima arriva dal Sud, dai luoghi in cui i valori continuano ad avere un senso e credere in ciò che si fa non è un optional. Non vogliamo peccare di sciovinismo, vogliamo suggerire una lettura attenta di questa presenza massiccia di meridionali nell′esercito. Lo stereotipo del meridionale sfaticato, disimpegnato, abulico guadagna terreno da qualche tempo a questa parte. Molti anni fa era oggetto di battute, da una ventina d′anni, grazie al vento del nord (la nascita di un partito nordista), alle battute di cattivo gusto ed ai pregiudizi si sono aggiunte le volontà dei ministri di mandare a casa loro i meridionali, facendo prevalere la territorialità. Niente di più anacronistico e dannoso per il Paese. Se negli Stati Uniti fosse stato vietato agli americani di scorazzare da una costa all′altra in cerca di un nuovo lavoro, non esisterebbero lo stile di vita, la ricchezza, il benessere di quel popolo.
I soldati meridionali, dunque, non danno soltanto lustro al loro Paese con la loro dedizione ma regalano a quella parte del Paese in cui sono nati e cresciuto quella credibilità che merita.
Fonte: [siciliainformazioni.com]