SPRAR: 15 rifugiati al centro di Rione Frazzucchi
- Castellana Sicula,
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- Simona Giuliano
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell'amministrazione comunale di Castellana Sicula
Al via il progetto SPRAR (Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestito dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, che vede coinvolti oltre al comune di Castellana Sicula anche i comuni di Gangi, Polizzi G., Blufi, Petralia Sottana e Petralia Soprana (comune capofila).
Il Progetto è stato finanziato dal Ministero dell’Interno e la gestione dello stesso è in capo alla Cooperativa Sociale “Badia Grande” di Trapani.
Il Progetto realizzato interamente con i fondi ministeriali prevede l’accoglienza di 15 rifugiati per ogni Comuni e già a Castellana dall’8 maggio, trovano alloggio nella struttura comunale di Rione Frazzucchi e saranno quotidianamente seguiti da un mediatore culturale e da una assistente sociale nel percorso dell’accoglienza e dell’integrazione.
I giovani rifugiati ospiti nella comunità castellanese sono stati sottoposti già a tutti i controlli sanitari e frequentano da tempo i corsi di scolarizzazione presso la scuola elementare di piazza Alcide de Gasperi, in quanto da mesi ospitati nei paesi viciniori.
L’assessore alle Politiche Sociali Daniela Russo dichiara: «In un momento di profonda crisi economica l’accoglienza dello “straniero” richiede sicuramente uno sforzo collettivo ancora più grande, ma “Se ognuno fa qualcosa”, una Comunità sicuramente matura saprà dare il proprio contributo , non restando cieca e sorda alla richiesta di aiuto».
Il Sindaco Di Martino nella foto): «Sono consapevole che il fenomeno dell’immigrazione può rappresentare forse un problema per l’opinione pubblica. Ma dobbiamo invece renderci conto che più che un problema è una sfida per il nostro Paese, per l’intera Europa. Noi insieme ad altri cinque comuni delle Alte Madonie abbiamo voluto accogliere questa sfida che altro non è che l’attuazione di tutte le iniziative volte al processo di accoglienza e di integrazione di quanti sono costretti a lasciare i loro paesi natii per le condizioni inaccettabili in cui purtroppo sono costretti a vivere. Averci fatto carico di questa accoglienza è una scelta di alto senso civico e una concreta testimonianza di solidarietà».