L’ORCHESTRA DEL PRINCIPE VENTO

C’era una volta una piccolissima nuvola, ultima nata nel cielo di primavera.
Si chiamava Spumolina, perché era minuta, bianca e spumosa.
Un giorno nel cielo si stava preparando un evento veramente singolare. Eh sì, bambini, si stava organizzando una grande festa e, come in tutte le solennità che si rispettino, si aspettavano degli ospiti d’onore davvero speciali.
Le nuvole più anziane in quella magica atmosfera ovattata, simile a panna montata, avevano richiesto, niente po’ pò di meno che, l’intervento di un principe che veniva da molto lontano, addirittura dall’oceano.
Si diceva di lui che, per i suoi tanti impegni, corresse sempre all’impazzata, senza tregua, per monti, valli e pianure.

Si narrava anche che componesse delle melodie bellissime e sempre diverse. Il suo nome era Vento.
Il principe Vento, come tutti i musicisti, viaggiava sempre insieme alla sua band.

Che meraviglia! Ma la festa non finiva lì. L’entusiasmo per quella ricorrenza rendeva le nuvole agitatissime e fuori di testa per l’euforia, ma la nostra piccola Spumolina lo era ancora di più, perché l’aspettava un’avventura davvero senza precedenti: infatti, finalmente, essa sarebbe discesa per la prima volta sul terreno sottostante.

Il principe Vento, oltre ad essere un geniale compositore, era anche un bravissimo mago e durante la festa, attraverso i suoni prodotti dai componenti della sua orchestra, trasformava la vaporosità delle nuvole in freschissime goccioline d’acqua.

Esse, prima pian piano, poi, sempre più velocemente, avrebbero raggiunto il prato sottostante.
Da quanto tempo Spumolina aveva desiderato quel momento!
Aveva immaginato quell’atterraggio in mille modi. Si era addirittura preparata il discorsino da tenere alle foglie degli alberi, ai fiori dei prati, ai fili d’erba, ai sassolini che conducevano alla scuola dei bimbi…
“Mamma mia, che esperienza fantastica!”si ripeteva la piccola nuvola bianca.
Un grande applauso salutò in cielo l’arrivo del principe Vento e della sua orchestra.

Tutto era ormai pronto per il grande evento.
Gli strumenti a fiato cominciarono ad accordare una melodia dai toni sempre più alti, quelli a corda inserirono arie più melodiose e quelli a percussione colorarono la sinfonia di effetti più forti e grintosi.
Furono proprio questi ultimi a far scatenare nel cielo fulmini e saette, seguiti dal rombare dei tuoni.
Sul palcoscenico del cielo, furono calate le luci e le nuvole furono investite, quindi, da una luce piuttosto scura, quasi crepuscolare.
Improvvisamente, quei piccoli cumuli d’aria diventarono pesanti e, senza rendersene conto, si assopirono, sprofondando in un dolce sonno.





Al loro risveglio, le nuvole scoprirono che la loro spuma si era trasformata in acqua limpida e fresca e constatarono, altresì, che da quel momento sarebbero appartenute alla terra e non più al cielo.

















Da allora in poi, i bambini seppero che i lampi ed i tuoni altro non erano che gli strumenti della grande orchestra del principe Vento e da quel momento, quindi, nessuno di loro ebbe più paura dei temporali.
Ancora oggi, bimbi, il principe Vento accompagna le gocce d’acqua sulla terra e fra di loro, sarà proprio lei, la nostra piccola Spumolina, come sempre, a batter per prima sui vostri vetri portandovi il magico saluto della primavera.

Marina Maria Iosè Riotto