Coro delle Madonie: ambasciatori della tradizione vocale in Sardegna
- Petralia Sottana, Castellana Sicula,
- Attualità,
- Simona Giuliano
Dal 23 al 27 aprile scorso il Coro Polifonico delle Madonie si è fatto ambasciatore della Sicilia in terra di Sardegna, in occasione del X Festival Corale di Ispirazione Popolare “InCantos de Muntagnas” – organizzato dal Coro Bachis Sulis di Aritzo, un piccolo ma vitalissimo centro provincia di Nuoro situato nel cuore della Barbagia, abbarbicato a 800 metri sul livello del mare dominato dall’imponente massiccio del Gennargentu.
La formazione corale, guidata dal Maestro Michele Turnu e della quale quest’anno ricorre il trentennale, a detta di gran parte della critica è fra le più rappresentative della Sardegna.
L’intreccio fra i due cori parte, però, da più lontano e precisamente il 19 Dicembre 2011, durante il “Concerto di Natale delle Coralità di Montagna” nella importante cornice dell’aula di Montecitorio a Roma. Successivamente il Coro Bachis Sulis si è esibito nelle Madonie, in occasione della VIa Rassegna Nazionale Cori Amici della Montagna, fino al nuovo incontro di questi giorni.
Tre gli appuntamenti che hanno coinvolto il coro madonita:
- il 25 aprile a Gadoni, per il concerto con la locale formazione corale Boghes de Gaudiu’Onu chiamato “Isolas in Coro”;
- il 26 aprile ad Aritzo, per il concerto con tutte i cori presenti alla manifestazione. Oltre al già citato Bachis Sulis, erano presenti il coro femminile Sinfonie d’Altura di Aritzo (sempre diretto dal M° M. Turnu) e il coro “La Martinella” del C.A.I. di Firenze diretto dal maestro Ettore Varacalli;
- il 27 aprile, per l’animazione della Santa Messa domenicale nella chiesa madre di Aritzo.
“Sono stati giorni intensi, intrisi di musica e di amicizia che hanno permesso uno scambio straordinario di esperienze e conoscenze con un arricchimento di certo reciproco – ha dichiarato il presidente del Coro Polifonico delle Madonie Giusi Abbate - Inoltre questo scambio è stata anche una occasione per toccare con mano la grande ospitalità della gente di Sardegna. Una macchina incredibile che ha coinvolto intere comunità, con il solo scopo di rendere piacevole e significativo il soggiorno degli ospiti. Un continuo mostrare i segni di una cultura millenaria affiancati alla voglia di scoprire e socializzare.”
“È stata un’altra splendida occasione per incontrare sul campo la grande tradizione vocale polifonica sarda – ha aggiunto il M° Alessandro Valenza, direttore della formazione madonita – abbiamo avuto conferma che la coralità è un valore aggiunto presente in tutti i centri della Sardegna, anche i più piccoli. In moltissimi comuni infatti sono presenti, alle volte, anche più cori. Abbiamo, inoltre, potuto incontrare nuovamente tanti amici come quelli del coro “Su Nugoresu”, ospitati lo scorso anno in Sicilia, che, pur non partecipando alla rassegna, hanno macinato kilometri e kilometri per darci il segno della loro amicizia. Da parte nostra abbiamo cercato di portare la nostra identità, il nostro repertorio diversificato e il risultato del nostro sforzo quotidiano per radicare la pratica corale. Una pratica che, prima ancora dei risultati artistici, fondamentali per crescita e l’entusiasmo del gruppo, tiene d’occhio il suo ruolo di collante sociale e occasione di scambio e conoscenza”.
I giorni trascorsi in Sardegna sono stati occasione per i partecipanti, di scoprire le bellezze di un’isola speciale: da Cagliari e all’oristanese; dall’imponente sito nuragico di Barumini, un insediamento fortificato dell’età del bronzo che nasconde i segreti di una civiltà ancestrale e poco conosciuta, alle antiche terme romane di Fordongianus con le loro acque che, attraversando un banco vulcanico, sgorgano caldissime e benefiche. Ѐ stato possibile apprezzare una cultura di montagna che tanto condivide con le Madonie. Una cultura forgiata dai boschi e dalle neviere, dall’allevamento e dalla condivisione di piccoli e grandi riti. È stato in qualche modo stupefacente constatare come, anche a latitudini diverse, la montagna tenda a creare un uguale humus culturale e umano, un antico senso di accoglienza che le piccole comunità conservano e che li rende capaci di scrivere a fuoco il proprio nome nel cuore del visitatore. Manifestazioni come queste, sono la base di partenza per un vero turismo culturale capace di creare relazioni e consapevolezza. Di certo la musica ha creato ponti da un lato all’altro del mare, voci pronte a cantare, braccia pronte ad aprirsi e mani pronte a stringersi.