Primo Maggio di fede tradizioni e 'frittedda'

Il 1° Maggio a Isnello è un giorno speciale, fede e tradizioni scandiscono le ore di una intensa giornata di festa. Si perché nel piccolo centro madonita, il primo maggio non è soltanto la festa del lavoro, ma è anche e soprattutto la festa del SS. Crocifisso.
Una ricorrenza molto sentita dagli Isnellesi che per l’occasione giungono da ogni dove per assistere o per prendere parte alle solennità del SS. Crocifisso.
Tante le iniziative e tante le tradizioni, una su tutte la sagra della “frittedda”. Il 29 aprile, infatti, sulla collina dove sorge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, viene preparata, dalle sapienti mani dei contadini isnellesi, la ”frittedda”, una gustosa pietanza tradizionale composta da carciofi, fave, piselli e finocchi selvatici in abbondante olio di oliva locale. Appena pronta la frittedda, accompagnata da ottimi crostini di pane e da un ottimo vino, anch’esso locale, viene distribuita ai tanti che partecipano alla sagra.
Il giorno della festa, l’uno maggio, la ricorrenza assume le forme della solennità: le campane del paese suonano a festa, le note della banda cittadina echeggiano tra le piccole viuzze… genitori, figli, nonni, tutti ben vestiti, si recano alla messa e poi, il pomeriggio, “a frotte”, tutti dietro “a varicedda”, un piccolo fercolo adornato di sprighe di grano e baccelli di fave con l’immagine del Cristo in croce: è il momento della “frottola”. Andare a frotte… dal frencese frotte, folla in movimento, un fiume di fedeli che con gioia segue e canta inni di lode a Dio, …“da suonare ogni volta, nel cuore di un pomeriggio: da cantare ed affermare in ogni angolo di strada. Con la gente che scende dalle case, dai cortili, dalle vie; in frotta festosa, ad ascoltare”.
Sul fare della sera, infine, la solenne processione. E’ qui che la fede, la devozione e le speranze degli isnellesi prendono forma e colore. Il fercolo del Crocifisso, tra fiori, ceri, luci, colori, viene portato a spalla e a piedi scalzi da venti confrati appartenenti alla Congregazione dell’Assunta. Ogni confrate veste un abito bianco, con una cintola celeste e una crocetta ricamata sul petto. Ogni colore assume un significato specifico: il bianco rappresenta la resurrezione e il celeste il simbolo della Madonna. Essere confrate e portare a spalla e a piedi nudi la SS Croce è motivo di orgoglio e di onore che non tutti hanno.. è una tradizione custodita gelosamente e tramandata negli anni da padre in figlio.
Anche questo è Isnello, un intreccio magico di tradizioni, di fede, di credenze, di musica, di passioni, il tutto immerso nel suggestivo paesaggio delle Madonie!

Marcello Catanzaro