Il grido dei precari a Palermo: 'Salviamo la scuola pubblica, fondi FAS per l'istruzione'
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Sono circa quattromila tra insegnanti, ausiliari e precari della scuola provenienti da tutta la Sicilia, i sindacati danno i primi numeri della scesa in piazza dei docenti siciliani. I precari siciliani chiedono alla Regione di elaborare "un piano quadriennale per attribuire alla scuola parte dei fondi Fas". Il coordinamento dei precari nazionale ha intanto indetto una manifestazione di protesta nazionale per il 3 ottobre a Roma, mentre il 23 vi sarà un′altra protesta, sempre nella capitale, indetta dai sindacati.
I sindacati, forti del popolo di docenti al loro seguito, chiedono la modifica della legge che taglia quest′anno nell′isola oltre 7 mila posti di lavoro. Le parole di Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil siciliana sono chiare: "Al presidente della Regione chiediamo di intervenire con decisione sul governo nazionale per la modifica della legge sui tagli, che rischia di portare allo sfascio la scuola pubblica". Per il rilancio del sistema pubblico di istruzione è inoltre necessaria un′azione sinergica di tutti i soggetti coinvolti".
I sindacati chiedono "l′istituzione di un tavolo di crisi regionale sulla scuola siciliana e sollecitano un piano pluriennale di stabilizzazione del personale docente e Ata".
Dal canto suo la Gelmini ritiene che le contestazione abbiano un′origine Politica: "Esiste all′interno della scuola una minoranza, lo sottolineo una minoranza, di dirigenti e di insegnati che confonde la scuola con l′agone politico. Credo sia assolutamente legittimo avere posizioni politiche ma queste vanno espresse nelle sedi opportune. La scuola e′ un′istituzione, credo forse la piu′ importante del nostro Paese, e in quanto tale va rispettata. Alla scuola si applicano le riforme non si fa politica".
Fonte: [sicilianews24.it]