CATTURATO DAI CARABINIERI  IL LADRO DI "CROCIFISSI"

Poco dopo le 13:00 di oggi i Carabinieri di Capaci venivano contattati telefonicamente dal sacerdote della locale chiesa di San Rocco, il quale riferiva che un individuo stava cercando di entrare in modo fraudolento nella propria abitazione adiacente la chiesa. La pattuglia dei Carabinieri di Capaci, in servizio per controllo del territorio, giunta sul posto, bloccava Marabello Giuseppe, 60 anni, pregiudicato di Carini. Si procedeva alla perquisizione personale e locale dell′autovettura del malfattore; perquisizione che consentiva il rinvenimento di chiavi, passepartout, grimaldelli e un coltello.
 Il Marabello  aveva affinato la tecnica sul campo, colpo dopo colpo, tanto da diventare un "professionista del furto in sacrestia", così è stato definito, a seguito delle decine di furti ai danni di chiese della provincia palermitana.
Nella sua trappola, da anni, cadevano sacrestani e prelati che impietositi dal suo vittimismo e dalle richieste di aiuto messe in atto, appena si distraevano, consentivano al pregiudicato dopo aver fatto un giro per la chiesa di far sparire preziosi e denaro.
Diversi i colpi attributi al Marabello, volto già noto alle forze dell′ordine per i suoi precedenti per furto e reati contro il patrimonio compiuti sulle alte madonie, nei comuni di Bompietro, Castellana Sicula e Polizzi Generosa, ma anche nei comuni di Partinico e Camporeale.
Gli oggetti trafugati andavano dai quadri agli oggetti sacri nonché al denaro contenuto nelle cassette per le offerte per finire agli effetti personali dei  prelati.
Negli anni il sessantenne si è specializzato, pianificando nei dettagli le fasi dei colpi. La pianificazione aveva inizio quando si recava sul posto per effettuare un primo sopralluogo e solo successivamente, dopo la conoscenza approfondita e l′organizzazione minuziosa delle fasi del furto, tornava per compiere l′azione.
I Carabinieri, nel corso della perquisizione dell′autovettura del pregiudicato, hanno rinvenuto un coltello di tipo proibito ed hanno ancora  riscontrato che il tagliando assicurativo era palesemente falso procedendo  poi al sequestro del veicolo.
Il Marabello dopo le formalità di rito è  stato associato presso le camere di sicurezza della Caserma di Carini, in attesa della direttissima così come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Palermo.