La leggenda del principe Leskis e della sirenetta Nay (Parte II)
- Madonie, Castellana Sicula,
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Le alghe, pettegole dei fondali, agitarono allora le loro chiome arruffandole una contro l’altra, un po’ per rabbia, un po’ per compassione nei confronti dei due giovani amanti.
Anche i pesci dai colori vivaci, quella mattina, non avevano lustrato le loro pinne ed indorato le loro code. Nuotavano lenti, privi di vigore. I coralli, incrostati sulle rocce del fondale marino, si staccarono dai loro ricettacoli, abbandonandosi ad un atteggiamento di profonda depressione, ripiegando, poi, i loro preziosi rami in giù, verso la sabbia, sprofondandoli poi in essa.
Quel giorno, anche le meduse annullarono il saggio di danza, previsto per le ore più calde. La murena non volle più uscire dal suo nascondiglio e le ostriche abolirono le prove del sorriso del giorno, un sorriso che in tempi normali avrebbe dato alle sirene le più belle perle della stagione.
I polipi annullarono il concerto delle vibrazioni sottomarine atteso dai pesci amanti della musica jazz. I fiori marini, chiusero tutte le loro corolle. I pesci pettine, sprangarono la porta della loro rinomata bottega di parrucchieri un po’ per solidarietà, dato il clima creatosi e un po’ per stanchezza, visto che le richieste di nuovi look per pinne, tentacoli e code iridescenti aumentavano ogni giorno di più.
A causa di ciò anche i brionzoi, fiori del mare, trovando la porta chiusa, ripiegarono sul fondale marino le loro corolle rosa-dorato e i loro tentacoli cigliati.
I pesci pagliaccio appesero il cartello di “chiuso per sciopero”, annullando il loro spettacolo circense settimanale, un’esibizione sempre tanto attesa dai nuovi pesciolini nati nella baia. I pesci pipistrello, ingaggiati dalla compagnia comica dei pesci pagliaccio, decisero che quello sarebbe stato il momento giusto per cercare un nuovo lavoro. I pesci picasso avvertirono, tramite i cavallucci marini, messaggeri del mare che, per quella stagione, la loro rinomata scuola d’arte non poteva più registrare nessuna presenza.
I distributori di plancton, l’alimento principale dei pesci, incrociarono le braccia. I pochi rombi d’acqua salata pensarono che fosse arrivato il momento giusto per chiedere ai sindacati di quell’area subacquea di nuotare su tutti e due i lati del loro corpicino appiattito, visto che, fino ad allora, erano stati costretti, dalle regole di viabilità, a viaggiare sempre sullo stesso fianco.
Le rane pescatrici, dalle grandi bocche dentate, smisero di criticare tutte le nuove mise dei pesci in passerella che, dal fondale marino, risalivano elegantemente e leggermente in superficie. Essi brillavano sotto il sottile strato d’acqua, illuminati dal sole e, come in ogni sciopero che si rispetti, qualche varietà di pesce, pur non conoscendo la motivazione di quella strana presa di posizione, optarono lo stesso per il dolce far niente.
Insomma, era proprio un vero disastro. Quell’aria di tensione precludeva alla rivolta…
Continua…la prossima settimana
Marina Riotto