I MULINI AD ACQUA DI GAZZARA E LA PRIMA CENTRALE ELETTRICA A CALTAVUTURO DI PROPRIETA’ DI DON NINO SIRECI
- Caltavuturo,
- Speciali,
- Salvatore Sciortino
Una delle dieci meraviglie di Caltavuturo è la Goladi Gazzarra, una canzone scritta da Mario Rizzitello e musicata dal Gruppo musicale etnicofolk ‘I GAZZARA ( I MALAVOGLIA)’ incisa nell’ultimo lavoro musicale inedito del 2013 recita cosi.
-( Gazzarra è terra d’amuri e d’alligrizza, di cantu ,amuri , vita e cuntintizza. L’acqua ddu sciumi cu li petri, suno cuntintizza , lu ventu ca’ la rocca l’accarizza-).
Da un intervista fatta ad uno degli eredi SIRECI ,IL Signor. Sireci Gaetano, che è nativo di Caltavuturo e da giovanotto si è trasferito a Pollina ove vive tutt’ora , ma non dimentica le proprie origini e la fanciullezza trascorsa a gazzarra; Uno dei figli, del proprietario dei mulini ci racconta un pezzo di storia Caltavuturese riguardante i mulini ad acqua e la prima centrale elettrica.
IL sig. SIRECI comincia con con il racconto della storia dei mulini di Gazzarra:
I mulini ad acqua di Gazzara , sono stati progettati durante la dominazione spagnola tra il “600” ed il “700”. Gli spagnoli li gestivano alla fine del “800” l’ultimo Spagnolo a gestirli fu’ Don. Gioacchino Caro, Alvarez de Toledo. Ai primi del “900” , venendo a mancare questo signore, i suoi cinque figli, Alonzo, Gioacchino, Mariano, Bonaventura e Beatrice, tutti residenti a Madrid, decisero di mettere questi impianti di Sicilia in vendita, immagino, ad un prezzo equo per quei tempi. Mia nonna Sebastiana (Jana) Di Stefano, nel 1914, che aveva il marito emigrato in america da nove anni, Vincenzo Sireci, aveva tre figli,Santina di 15 anni circa, Michele di 13 anni e Antonino,quest’ultimo mio padre, di 11 anni.
Trovandosi da parte i risparmi che suo marito aveva mandato .dall’ America, ed ansiosa di vederlo tornare; per procurargli un posto di lavoro, decise di comprare, assieme a suo fratello Pietro Di Stefano, un Mulino ciascuno, per la somma di Lire 3.755 ognuno, come si evince dall’atto di vendita del notaio Antonino Cirrito di Caltavuturo, in mio possesso, ( Nel documento fotografato).
Mio nonno Vincenzo era emigrato in America nel 1905, come risulta su internet sul sito “Ellis Island, elenco immigrati ai primi del “900”. A seguito di un incidente che si era verificato nel suo mulino a pietra, tirato dagli animali, al centro del paese, erano stati apposti i sigilli per cui è stato costretto ad emigrare.
Sig. Sireci ci racconti un poco della sua giovinezza trascorsa a Caltavuturo e del mulino di Gazzarra:
Il MULINO DI GAZZARA, AD ACQUA a CALTAVUTURO!
Nella prima metà del secolo scorso, a Caltavuturo, c’erano almeno due mulini ad acqua.
gli stessi funzionavano sfruttando, l’energia idraulica che veniva sviluppata con la forza di gravità per la caduta verticale dell’acqua del fiume da una certa altezza, l’acqua cadeva sopra una ruota idraulica con delle pale di legno .
Uno di questi mulini era a Gazzara, di proprietà dei fratelli Antonino e Michele Sireci (mio padre e mio zio).
il mulino era situato incastonato nel centro delle GOLE di GAZZARA, e lo è tuttora, solo che adesso è
coperto dalla vegetazione selvaggia ed è abbandonato a causa della mancata manutenzione ed all’incuria del lungo tempo trascorso .
Le gole DI GAZZARA ‘ UNA DELLE DIECI MERAVIGLIE DI CALTAVUTURO ’ , sono una strettoia del torrente ’Caltavuturo’ dove esistono pareti rocciose di enormi dimensioni, (recentemente queste pareti sono mete di giovani che effettuano scalate da appassionati di alpinismo che sono).
Per tutto il periodo in cui il torrente era pieno, l’acqua veniva deviata e raccolta in una diga chiamata “GORGA”, (ancora adesso piena d’acqua). Da li veniva incanalata fino al punto di cascata dove ad
una altezza consistente trovava alla base una ruota dotata di alette a forma di pale in legno. Con un sistema di trasmissione a ruote dentate, il movimento rotatorio veniva trasferito
alla MACINA IN PIETRA dove si metteva il FRUMENTO per macinarlo e trasformarlo in FARINA.
L’acqua passata non tornava subito al torrente ma veniva riciclata incanalandola verso il mulino dei cugini “fratelli Di Stefano”che macinavano altro frumento. Questi mulini come detto, sono di origine spagnola, risalenti al periodo della dominazione spagnola (‘600-‘700)
Fino al 1959 il pane non si trovava al panificio come oggi, non esistevano ne panifici ne
negozi di generi alimentari, ogni famiglia si procurava il frumento, o se lo coltivava in campagna,
e portava il suo sacco al mulino per macinarlo.
io stesso, nei primi anni cinquanta, a 12 anni circa accompagnavo l’autista del furgoncino per racimolare i sacchi di frumento al domicilio delle persone. Precedentemente, quando non esistevano i furgoncini, ogni famiglia portava i sacchi di frumento con i muli, asini o cavalli.
Dopo la dismissione del mulino la famosa Gorga negli anni 60-70 , divenne meta per i giovani Caltavuturesi a modo di piscina per fare i bagni a posto di recarsi al vocino mare di Buonfornello.
Ancora Gaetano Sireci ci racconta dell’avvento dell’energia elettrica a Caltavuturo negli anni venti del secolo scorso.
Ancora in quegli anni Caltavuturo era al buio, non esisteva la distribuzione nazionale della energia elettrica.
Chi poteva permetterselo usava il lume a petrolio, le fiaccole, la lumiera ad olio ecc. alcuni le candele ad olio o le citolene-
I pochi studenti per potere studiare a una certa ora, si rovinavano gli occhi per leggere a lume di candela . Gli artigiani non potevano usare gli attrezzi elettrici. La vita era molto lenta non si poteva progredire in nessun modo, considerato che si viveva di agricoltura fatta a mano .
Un giovane intraprendente dell’epoca, sapendo che a Palermo era arrivata la luce elettrica, ed altresi’ in qualche paese vicino, si intestardì e si prefissò il compito di portarla anche nel suo paese Caltavuturo , per scuoterlo da quel torpore in cui si trovava. Si impegnò con gli Amministratori locali di attivarsi per costruire una centrale elettrica con tutta la rete di illuminazione stradale fino a portarla all’interno delle case e fornire corrente elettrica in autonomia, cioè indipendente da altri paesi.
Busso’ alla porta di alcuni possidenti dell’epoca e cosi trovo’ dagli stessi sostegno economico.
Q
uesto signore era ANTONINO SIRECI (nella foto), detto Don Nino.
Questi Fece nascere a Caltavuturo l’IMPRESA ELETTRICA ‘ FRATELLI SIRECI, DI STEFANO, BARTOLOTTA E CIRRITO. Si fece aiutare da suo zio Pietro Di Stefano e da un suo zio prete ( Don Pietro SIRECI , che poi divenne Arciprete Latino di Palazzo Adriano ). Con mille difficoltà riusci’ a portare avanti il progetto di elettrificazione. I primi operai elettricisti furono Francesco Giardina e Giuseppe Mannino sposato Catrisano. La centrale era formata da due grossi generatori a gasolio con lunghe cinghie di trasmissione di cuoio, una vasca di raffreddamento, ed un quadro di controllo, posta in via Cerda Taormina, oggi Via Giovanni Falcone. Successivamente, negli anni cinquanta, smise di produrre energia e la fece arrivare da Termini Imerese, (Russo), anche perché i generatori erano troppo rumorosi. Per conseguenza creò una sottostazione di arrivo nel locale superiore in via Silva.
Nel 1929, la corrente elettrica arriva a Caltavuturo suo paese , nel 1963 il governo con la “NAZIONALIZZAZIONE” tolse la gestione privata della produzione e distribuzione dell’Energia elettrica , creando l’ENEL. ( Ente Nazionale per l’Energia Elettrica).
L’avvento dell’energia elettrica fece si che in paese si costruissero quattro mulini elettrici ,di proprietà dei Sigg. Di Stefano Pietro, — Michele e Antonino Sireci, ( entrambi in Via Liberta’ ora Via Roma — Giannopolo Vincenzo C/Da Purati e Scaccia Nicolo’ in Via Carlo Alberto ) cosi i Caltavuturesi potevano macinare il grano direttamente in paese.
Io sono del parere che i cittadini dovrebbero conoscere la propria storia e gli avvenimenti più importanti che hanno contribuito allo sviluppo che ha caratterizzato quasi tutto il secolo scorso.
Chi di competenza dovrebbe sentire il dovere di fare conoscere ai giovani di oggi chi sono stati gli uomini che hanno contribuito a portare il progresso, l’emancipazione ed a cambiare i modi di vivere del paese.
Recentemente ho scritto al Sindaco del paese proponendo l’intestazione di una strada ad ANTONINO SIRECI o almeno mettere una targa commemorativa davanti il vecchio locale della centrale. Spero che questa pubblicazione faccia riflettere i giovani a fare qualcosa di creativo per portare sviluppo, ma soprattutto creare con genialità e tanta passione lavoro nella propria terra.
Da sottolineare , proprio perche’ ho conosciuto anche se ero piccolo, l’uomo e la sua dote di saggezza, generosità verso noi ragazzini , il sig. MICHELE SIRECI fratello di Antonino , era il braccio forte della Societa’ , mentre ,don Nino era diventato un vero e proprio ,Industriale dell’energia , colui che muoveva e mandava avanti con la forza delle braccia prima il mulino di Gazzara , la centrale elettrica ma soprattutto il mulino di via Roma era proprio, Don Michele Sireci chiamato da noi ragazzini (u’ zu’ Micheli u mulinaru) , sia i mulini che la centrale.
Nb. Per ascoltare la canzone ‘Gazzara’ E IL VIDEO--- http://youtu.be/khoEx9fgNzQ
NEI DOCUMENTI FOTO DI GAZZARA ECC… DA VEDERE.