INTERVISTA ALLA SCRITTRICE MARINA MARIA IOSE’ RIOTTO

Marina Maria Iosè Riotto (nella foto) , scrittrice madonita conosce i meccanismi per inchiodare i ragazzi con le favole.

HA INIZIATO RACCONTANDO FAVOLE RACCONTATE DA LEI ALLA SCUOLA PER L’INFANZIA DI CASTELLANA SICULA, POI LE HA SCRITTE. SCRIVE FAVOLE, VINCE PREMI, ED IL SUO SOGNO E’ TROVARE UN’EMITTENTE RADIO-TELEVISIVA CHE DIA VOCE AI SUOI PERSONAGGI.

Il suo nome è un po’ strano, sembra straniero, ma niente paura, è assolutamente italiana, anzi madonita (Castellana Sicula), anche se la sua vita è un continuo pellegrinare su e giù per la nostra penisola, dalla Toscana alla Romagna, dove ha vissuto per molto tempo. La sua grande passione sono le favole. Ad esse dedica molto tempo raggiungendo traguardi davvero sorprendenti. Per anni, infatti, la troviamo all’Università montaliana presso la Biblioteca della Camera dei Deputati di Roma fondata dalla poetessa Maria Luisa Spaziani. E’ stata inoltre inserita nel 2007 nell’enciclopedia degli autori italiani edita da ALI Penna D’autori di Torino.

Ma cerchiamo di conoscerla meglio. La nostra Redazione è andata ad intervistarla per voi.

Domanda:“Marina come è nata la sua passione per le favole?

Risposta: “Ho iniziato come insegnante nella scuola per l’infanzia di Castellana Sicula in giovanissima età e confesso che non avevo molta esperienza di bambini, non sapevo come prenderli, anche se ero impastoiata di formule, più o meno magiche da applicare ai più piccoli, apprese nei libri di pedagogia e psicologia che i concorsi continuano ancora oggi a proporci. Fu allora che sfoderai la vera magia della mia vita. Incominciai a raccontare storie, molto spesso improvvisate, ma che avevano davvero un grande potere di seduzione nella mente dei più piccoli. Con quelle piccole favole riuscivo a conquistarli, ad attirare la loro attenzione, riuscivo a renderli felici! Anch’io lo ero per questo ogni giorno di più. Ricordo che alcune di questi piccoli affreschi di fantasia ebbero il sostegno da parte delle mie colleghe che le arricchirono con dei loro personali spunti artistici, tanto che le favole ingentilite da immagini e musiche furono proposte in dei veri e propri spettacolini da offrire ai genitori durante le ricorrenze più significative dell’anno scolastico. Dopo alcuni anni passai alla scuola elementare, ma cambiai anche regione. L’Emilia Romagna suggellò, per così dire, la mia passione per le favole. Ne scrissi tante e cominciò anche la conferma delle mie opere da parte di esperti in materia sia nazionali che internazionali.

Domanda: Ma a che cosa si appiglia per scrivere?

Risposta? “Si riferisce a cosa fa scattare in me l’ispirazione?

Domanda: “Sì, adesso che non ha più dei bambini di fronte, perché, se ho ben capito, è in pensione. Da che cosa trae la sua ispirazione?”

Risposta: Beh, basta essere abbastanza bugiardi e visionari per far credere a tutti ed a tutti i costi, che esista un drago pestifero dalle sette teste e dalle dodici corna! Scherzo naturalmente! La verità è che Io non mi rendo conto da dove venga l’ispirazione, perché quello che ho è un talento innato, non è impossibile sviscerarlo o ragionarvici sopra. In ogni caso, posso dire che ci sono soggetti o situazione che mi fanno battere il cuore più di altri ed allora la mia emozione si traduce immediatamente nel creare immagini e musiche attraverso la penna.

Domanda: “Lei che conosce bene i bambini potrebbe dirci cosa piace più a loro?

Risposta: “ Ai bambini piace moltissimo quando si parla di magia, di fatine, di maghi, insomma tutto ciò che può far loro ottenere quello che la vita di ogni giorno non regala. Tutti i desideri sono proiettati in questi personaggi magici. Cercano proprio nella magia un’occasione per sognare. E penso proprio che sia un ottimo modo per scaricare le tensioni, i conflitti con il mondo degli adulti, perché quello vero, di ogni giorno, nella maggioranza dei casi è un universo che si oppone a loro. Le fiabe hanno sempre qualcosa da insegnare. Una fiaba fine a se stessa non basta, non è utile a nessuno. Io penso alle fiabe anche come dei veri e propri mezzi didattici. Spesso un racconto può molto più che un rimprovero. La fiaba con la sua dolcezza può porre il bambino davanti ad una scelta. In essa troviamo dei significati sottesi che, però, vi garantisco, il bambino percepisce benissimo!

Domanda: Tra le miriadi di premi nazionali ed internazionali che ha ricevuto qual è quello che le ha dato più soddisfazione?

Risposta: In realtà tutti e nessuno. La mia soddisfazione è scrivere e, scrivere, per me vuol dire comunicare con i bambini ed i ragazzi.

Domanda: “Ma c’è una fiaba alla quale è particolarmente legata?”

Risposta: “No, perché ogni mia fiaba riflette il messaggio che volevo trasmettere in quel dato momento.”

Domanda: “ E il futuro cosa le riserva?”

Risposta: In genere non mi piace pensare al futuro, voglio dire non amo molto programmare la mia vita. Il fascino della vita sta proprio nello scoprire ciò che sta dietro la tua porta, aprire con sempre rinnovato stupore quel pacco-sorpresa che qualcuno che ti ama lassù ti ha inviato, sapendo proprio di stupirti alla grande! Non è un vivere disordinato, ma un lasciarsi trasportare da una corrente che credi sia quella giusta per te.”

Domanda: “Lei è dunque una credente?”

Risposta: Sì. Sono convinta che un amore illimitato ci sovrasti ma, appunto perché illimitato, a volte non ci è possibile comprenderlo nella sua interezza. La nostra rabbia, il nostro dolore per certi accadimenti non è altro che la mancata comprensione di questi ultimi, anche perché corriamo troppo per cose inutili. Se ci fermassimo solo un momento a pensare scopriremmo che una buona percentuale di ciò che facciamo potrebbe essere sostituito da altri semplici gesti che ci farebbero guadagnare tempo e denaro.

Domanda: “Lei ha parlato di un pacco sorpresa che sta dietro la nostra porta inviato dall’alto. Ma allora cosa ne dice del bacco-bomba contenenti bambini che vengono uccisi dalle guerre o dalla malnutrizione?”

Risposta: “Le rispondo semplicemente che Dio in tutto ciò non c’entra assolutamente niente! Nel giardino dell’Eden Adamo ed Eva non avevano bisogno di nulla e non dovevano far nulla per essere felici; lo erano e basta nella pienezza del termine. Hanno scelto successivamente di conoscere il volto delle due facce: quella del bene e quella del male. Da allora noi siamo responsabili delle nostre azioni, positive o negative che siano; lo siamo davanti a Dio e davanti ai nostri simili. Il nostro non è un Dio che desidera la guerra e con essa lo sterminio dei popoli. Non è certo un Dio che vuole la disuguaglianza sociale ed economica fra gli uomini e con essa la fame, le malattie e quant’altro di più nefasto ci sia, specialmente nei confronti dei bambini e degli esseri più deboli, ma proprio perché ci ha posto di fronte ad una libera scelta, non interferisce nelle nostre azioni, a meno che non glielo chiediamo esplicitamente.

Domanda: Comunque, ritornando alle sue favole, se le dovessi chiedere qual è il suo sogno, cosa mi risponderebbe?

Risposta: Le risponderei che continuerei a desiderare ciò che ho già, cioè un dialogo aperto con i bambini ed i ragazzi, magari potenziato da emittenti radiofoniche e televisive affinché la loro gioia sia la mia, il loro divertimento sia il mio ed il mondo della fantasia possa esplodere dentro il cuore di chi legge come un palloncino con dentro tante caramelle e tantissimi cioccolatini!

Domanda: “Noi della redazione di Madonielive siamo molto lieti d’accoglierla nel nostro blog e la ringraziamo sinceramente d’aver accettato il nostro invito. Qual è la prima favola che mette a disposizione dei nostri utenti?”

Risposta: Sono io che ringrazio Voi della Redazione ed il professor Mocciaro per l’invito ricevuto. E’ un grandissimo onore far transitare le mie favole in un blog che da anni riscuote un notevole e meritato successo. Vorrei incominciare con una favola ambientata sul mare e, precisamente sul nostro mare, nella baia di Cefalù. Parla dell’amore sbocciato fra un principe ed una piccola sirena. E’ dedicato ad un pubblico adolescenziale, ma non si esclude che anche i bambini in età scolare ne possano essere interessati. Spero sia di loro e di Vostro gradimento. Vi saluto e vi ringrazio tutti col cuore. La vostra Marina

A PARTIRE DALLA PROSSIMA SETTIMANA LA SCRITTRICE CURERA' UNA RUBRICA CULTURALE PUBBLICANDO A PUNTATE LE SUE STUPENDE FAVOLE PER TUTTI. MADONIELIVE E' LUSINGATA PER ESSERE STATA SCELTA COME ORGANO DI DIFFUSIONE DEL SUO TALENTO. I DISEGNI PRESENTI IN QUESTA PAGINA E QUELLI CHE INSERIREMO NELLE PROSSIME FAVOLE SONO STATI REALIZZATI DALL'AUTRICE CHE SI DIMOSTRA ANCHE UNA BRAVISSIMA PITTRICE. 

 

BIOGRAFIA:

Marina Maria Iosè Riotto nasce in Sicilia a Petralia Sottana (Pa) il 16/11/1955, ma cresce in Toscana, a Casciana Terme (Pi). Vissuta, poi, nel paese del padre, Castellana Sicula (Pa), vive ora tra Ravenna e Castellana Sicula.

La sua carriera letteraria comincia fin da bambina. A nove anni, infatti, vince il Concorso provinciale dell’allora Provveditorato agli Studi di Pisa, a ciò segue la vittoria ad un concorso RAI con la fiaba “Capitan tempesta” novella sceneggiata, poi, nella trasmissione radiofonica POLVERE DI STELLE (RADIO UNO).

Una parentesi giornalistica, (corrispondente del quotidiano IL GIORNALE DI SICILIA) sempre in giovanissima età, le darà poi la dimensione delle relazioni umane, sotto ogni angolazione, sia a corto che a lungo raggio. A questa parentesi si aggiunge quella artistica con la creazione di quadri (olio su tela) esposti nel territorio madonita. La mamma insegnante, ma anche pittrice-scultrice ed il papà fotografo, la guideranno nella scoperta e nello studio dei segreti della luce.

Il padre Gandolfo, in seguito alla morte prematura della madre, assumerà un ruolo decisivo nel successo della Riotto, perché promuoverà molte sue scelte.

L’autrice ha partecipato, in età adulta, sotto diretto invito della celebre scrittrice e poetessa MARIA LUISA SPAZIANI, alle conferenze organizzate dall’UNIVERSITA’ MONTALIANA presso la CAMERA DEI DEPUTATI di Roma.