'Blufi d'Altri Tempi' festeggia i mille iscritti e conferma il suo ruolo di custode della memoria
- Blufi, Madonie,
- Speciali, Attualità,
- Redazione
Il gruppo nato su Facebook diventa sempre più popolare diventando una vera istituzione per la comunità Blufese e comunità viciniore.
Nel cuore delle Madonie, Blufi. Paesino di poco più di mille anime, cuntannu gatti e piddicini, si direbbe nel dialetto locale, con una ricca storia di gente operosa, di sacrificio ed emigrazione, capace però di abbracciare il vero senso della rivoluzione digitale.
“Blufi d'Altri tempi”, gruppo facebook nato quasi per gioco ad opera di Alberto Genduso per raccogliere la memoria della comunità, unendo tra loro gli abitanti di Blufi con i Blufesi che risiedono in altre città d'Italia, facendo risuonare il nome di questo piccolo paesino sino al Belgio, alla Francia, all'Inghilterra, alle Americhe, e alla lontana Australia, ha recentemente raggiunto il traguardo di ben oltre 1000 iscritti.
“Blufi d'altri tempi”, si impone come una vera e proprio istituzione culturale locale, cercando di tutelare una memoria collettiva, raccogliendo foto di famiglia, documenti di repertorio e altre importanti curiosità, custodite alla rinfusa nei cassetti delle case di famiglia, donando loro il potere di divenire nuovamente vivide, capaci raccontare non solo una paese che fu, ma esempio di una Sicilia e di un'Italia che furono.
"Ai nostri successori lasciamo i nostri beni il nostro denaro, ma spesso non ci preoccupiamo di ciò che certifica la nostra esistenza, la nostra storia. Le foto del nostro passato! Non solo immagini impressionate su lastre fotografiche o su fotogrammi video, bensì contenitori di ricordi, prova inconfutabile della nostra vita e dell’appartenenza ad una famiglia, ad una comunità. Questo insieme all'’affezione per il mio paese hanno portato a creare “Blufi d’altri tempi”, affinché i nostri giovani e non solo, con l’uso delle sempre più stimolanti tecnologie, possano acquisire insieme al senso di “se stessi”, il senso della provenienza e dell’appartenenza" dice Alberto Genduso.
La pagina facebook concede agli iscritti, o ai semplici naviganti della rete, la bellezza di quei ritratti di famiglia dei primi del Novecento, di dignitosi lavoratori e paffuti bambini in bermuda, o di famiglie di emigranti d'America, o la ribellione di quei pantaloni a zampa, dei capelli lunghi, di gonne corte ed oltraggiose di un Blufi della rivoluzione sessantottina, fino a fotografie più recenti.
Ma non solo immagini, anche filastrocche, racconti, poesie, ricette, giochi, passatempi e marachelle di un tempo, vissute tra i vicoli stretti e pietrosi che si snodano lungo la dolce dorsale della collina, dove la Madonna dell'olio e i Santi passano barcollanti nelle feste di paese, salutati con devoti segni della croce delle dolci signore appollaiate di guardia all'uscio di casa, allontanando con un "chiss" il curioso gatto che tenta di entrale ed invitando incuriosite il nuovo forestiero di passaggio. Vicoli che si trasformano in canali di scrosciante acqua dei temporali estivi, refrigerio dei campi e delle anime, o che profumano di legna d'abete arsa nel mite inverno isolano. Questi ed altri, i ricordi che “Blufi d'altri tempi” cerca di custodire.
Se le vite cambiano, i Blufesi emigrano, immutabile è invece il legame dei partecipanti di questo forum alla piccola borgata di Blufi, come confermato dal traguardo oggi raggiunto. Ogni foto o aneddoto, vede infatti un ricco scambio di post e battute, cercando di ricordare insieme il nome di quel vicino di banco così cambiato dai tempi della scuola.
Inoltre, dalla creazione del gruppo nell’ottobre 2009, sono state organizzate tre mostre fotografiche ed una speciale serata dedicata al tema, con proiezione di film, recital e musiche d'altri tempi che hanno trasferito gli intenti di Blufi d'altri tempi dalla piazza online alla piazza nel cuore del paese, segnando significativo momento di unione per la vita della comunità di Blufi.
Blufi d'altri tempi, la forza della memoria ed il suo contributo tangibile alla comunità, rappresentati dal rimarcabile traguardo dei mille iscritti, sono un esempio di come un "desiderio ed un interesse personale", dice Genduso "sia oggi desiderio di tanti altri", capace di farsi custodi delle proprie radici per arricchire l'identità delle nuove generazioni.
Valentina De Vincenti