In 5000 al corteo chiedono risposte per il futuro (VIDEOSERVIZIO)
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Circa 5000 persone erano attese a Termini Imerese, e le aspettative non sono state tradite. Un fiume di gente venuta da diverse parti della Sicilia è sceso in piazza per chiedere la reindustrializzazione del sito abbandonato da Fiat oltre due anni fa. Oltre cinquemila persone, tra operai, sindacati, cittadini, famiglie, sindaci e parroci di vari Comuni della provincia, insieme per ottenere uno sforzo reale da parte del governo nazionale a favore del futuro occupazionale dei tanti operai, che al momento si trovano in cassa integrazione, e dei lavoratori dell'indotto senza più paracadute e per molti dei quali sono già scattate le procedure di licenziamento. Il lungo corteo partito dalla parte bassa della città si e snodato fino a piazza Duomo, dove si sono uditi se pur da diverse bocche le stesse parole:" Chiedere la reindustrializzazione del sito abbandonato da Fiat oltre due anni fa". Tanti sono stati gli interventi, sindacati, operai, disoccupati, studenti, commercianti, clero. "È una grande mobilitazione -- ha commentato il segretario provinciale della Uilm Vincenzo Comella - di cui il governo nazionale non potrà non tenere conto. Tutti uniti in piazza per chiedere di proteggere il destino economico di una comunità vasta. Domani saremo presenti al tavolo, ma non è sufficiente". "Sono qui perchè il posto della Chiesa è qui -- tuona l'arciprete Don Ciccio Anfuso -. Io sto con questa gente che soffre per la mancanza di lavoro e che lotta per difendere il benessere di questo territorio". "Siamo qui per voi e per il vostro futuro - dice rivolgendosi ai ragazzi delle scuole che lo ascoltano in piazza Duomo e alle donne che portano addosso il peso di tutti i problemi". Ai politici dice "Chi ha ricevuto il dono di fare politica non pensi per sè. Si tratta di un servizio alla comunità".
Una grande mobilitazione per chiedere con forza al Governo e al Parlamento una svolta urgente di politica economica per questo territorio ormai martoriato da troppo tempo, gli operai hanno sentito più che mai il bisogno e il dovere di farsi sentire in massa. Urge un serio cambio di rotta prima che sia troppo tardi.
Francesca Giunta
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