Interpellanza urgente con risposta scritta ed orale
- Cefalù,
- Attualità,
- Redazione
Il sottoscritto Rosario Lapunzina n.q. di capogruppo del Partito Democratico,
premesso
Che l′amministrazione Vicari, con delibera di Giunta Municipale n.40 del 19/02/2007, conferiva incarico legale per il recupero di somme frutto di un presunto debito a carico della Telecom Italia s.p.a nei confronti del Comune di Cefalù per il contratto di fornitura di energia elettrica n.4079/001 relativo all′utenza sita in Cefalù, in contrada Santa Barbara, per i periodi relativi al IV bimestre 2002 e al II bimestre 2004;
Che tale somma, complessivamente ammontante ad € 27.910,91, risulta così determinata:
a) € 25.542,17 per il mancato versamento delle somme dovute per il consumo di energia elettrica per i predetti periodi relativi al IV bimestre 2002 e al II bimestre 2004;
b) € 1.682,88, per interessi maturati dalle scadenze delle singole fatture sino al 17/07/2007;
c) € 678,46 compresa I.V.A. e c. p.a. per competenze legali per attività stragiudiziale di recupero, € 3,40 di messa in mora e € 4,00 per spese amministrative sostenute dal Comune di Cefalù;
3. Che, il Tribunale di Cefalù con Decreto Ingiuntivo emesso in data 22/05/2008, notificato il 07/07/2008, ha ingiunto alla Telecom Italia s.p.a. la predetta somma di € 27.910,91
4. che la Telecom Italia s.p.a., in data 13/09/2008, ha proposto opposizione contestando in toto il credito vantato dal Comune di Cefalù, a causa della presunta inesistenza della pretesa creditoria per avvenuto pagamento;
5. che, a dimostrazione degli avvenuti pagamenti la Telecom Italia s. p.a. allega copia dei seguenti bonifici effettuati:
bonifico di accredito di € 225,60 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 17/03/2004, a pagamento della fattura n. 184811/2003
bonifico di accredito di € 9.114,81 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/06/2004, a pagamento della fattura n. 30781/2003
bonifico di accredito di € 8.399,02 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/02/2005, a pagamento della fattura n. 30771/2004
bonifico di accredito di € 8.547,04 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/03/2005, a pagamento della fattura n. 83001/2004
6. Che, secondo quanto sostenuto dalla Telecom Italia s.p.a, il Comune di Cefalù sarebbe incorso in un grave errore, avendo azionato un monitorio per il pagamento di somme già regolarmente corrisposte anni prima;
7. Che, a seguito delle sopra esposte argomentazioni, la Telecom Italia s.p.a ha chiesto,in sede giudiziaria, di dichiarare nullo il decreto ingiuntivo e di condannare il Comune di Cefalù al risarcimento dei danni, quantificati in via equitativa in €10.000,00, ai sensi dell′art. 96 c.p.c., essendo palese il dolo o quanto meno la colpa grave per aver iniziato una domanda del tutto infondata alle sue radici, essendo stato chiesto il pagamento di una somma di danaro già corrisposta dalla Telecom s. p. a., e quindi chiedendo per due volte il medesimo importo tra l′altro maggiorato degli interessi. Il comune di Cefalù, a detta della Telecom, avrebbe quindi posto in essere il comportamento definito dal codice come ‘litigante temerario′.
constatato
che, se realmente accertati, i pagamenti in oggetto sarebbero stati versati presso la Banca Montepaschi di Siena che, all′epoca, svolgeva la funzione di tesoreria comunale, ruolo poi transitato alla Banca Credito Siciliano
ritenuto
che le argomentazioni esposte dalla Telecom s.p.a, se accolte dal Tribunale, dimostrerebbero un ennesimo incredibile esempio di una grave condotta politica — amministrativa e di una gestione quanto meno approssimativa delle casse comunali che ha prodotto (stando a quanto affermato nella relazione sulla verifica amministrativo — contabile, eseguita dal 16 gennaio al 9 febbraio 2007, dal dott. Attilio Vallante) una situazione di assoluto disordine contabile (marasma) che ha coinvolto il comune di Cefalù, e della quale esso paga ancora le conseguenze (cfr. "Relazione Vallante" pag. 107).
interpella la S.V. per conoscere:
Se gli uffici comunali abbiano mai proceduto al riscontro e alla verifica delle reversali d′incasso;
Se, a suo tempo, il Comune abbia mai comunicato, con atto documentabile, alla Telecom s. p.a. il passaggio del servizio di tesoreria dalla Montepaschi s.p.a. alla banca Credito Siciliano;
Se il comune abbia proceduto alla verifica dei pagamenti presso il precedente concessionario del servizio di tesoreria, prima di proporre ricorso stragiudiziario;
Se gli uffici abbiano proceduto alla verifica delle argomentazioni addotte dalla Telecom s. p.a. procedendo, tra l′altro, alla verifica di chi, allo stato, detiene le somme che la compagnia telefonica sostiene di aver regolarmente versato;
Come ritiene, l′Amministrazione Comunale, di dover procedere nell′ambito del procedimento giudiziario in corso;
Se l′Amministrazione ha proceduto ad effettuare un′attenta ricognizione per individuare eventuali casi similari che potrebbero causare un ulteriore danno erariale alla già disastrosa situazione finanziaria dell′Ente.
Il Capogruppo
Rosario Lapunzina
Il sottoscritto Rosario Lapunzina n.q. di capogruppo del Partito Democratico,
premesso
Che l′amministrazione Vicari, con delibera di Giunta Municipale n.40 del 19/02/2007, conferiva incarico legale per il recupero di somme frutto di un presunto debito a carico della Telecom Italia s.p.a nei confronti del Comune di Cefalù per il contratto di fornitura di energia elettrica n.4079/001 relativo all′utenza sita in Cefalù, in contrada Santa Barbara, per i periodi relativi al IV bimestre 2002 e al II bimestre 2004;
Che tale somma, complessivamente ammontante ad € 27.910,91, risulta così determinata:
a) € 25.542,17 per il mancato versamento delle somme dovute per il consumo di energia elettrica per i predetti periodi relativi al IV bimestre 2002 e al II bimestre 2004;
b) € 1.682,88, per interessi maturati dalle scadenze delle singole fatture sino al 17/07/2007;
c) € 678,46 compresa I.V.A. e c. p.a. per competenze legali per attività stragiudiziale di recupero, € 3,40 di messa in mora e € 4,00 per spese amministrative sostenute dal Comune di Cefalù;
3. Che, il Tribunale di Cefalù con Decreto Ingiuntivo emesso in data 22/05/2008, notificato il 07/07/2008, ha ingiunto alla Telecom Italia s.p.a. la predetta somma di € 27.910,91
4. che la Telecom Italia s.p.a., in data 13/09/2008, ha proposto opposizione contestando in toto il credito vantato dal Comune di Cefalù, a causa della presunta inesistenza della pretesa creditoria per avvenuto pagamento;
5. che, a dimostrazione degli avvenuti pagamenti la Telecom Italia s. p.a. allega copia dei seguenti bonifici effettuati:
bonifico di accredito di € 225,60 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 17/03/2004, a pagamento della fattura n. 184811/2003
bonifico di accredito di € 9.114,81 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/06/2004, a pagamento della fattura n. 30781/2003
bonifico di accredito di € 8.399,02 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/02/2005, a pagamento della fattura n. 30771/2004
bonifico di accredito di € 8.547,04 presso la Montepaschi di Siena, Agenzia di Cefalù, c/c n.3649207, effettuato in data 19/03/2005, a pagamento della fattura n. 83001/2004
6. Che, secondo quanto sostenuto dalla Telecom Italia s.p.a, il Comune di Cefalù sarebbe incorso in un grave errore, avendo azionato un monitorio per il pagamento di somme già regolarmente corrisposte anni prima;
7. Che, a seguito delle sopra esposte argomentazioni, la Telecom Italia s.p.a ha chiesto,in sede giudiziaria, di dichiarare nullo il decreto ingiuntivo e di condannare il Comune di Cefalù al risarcimento dei danni, quantificati in via equitativa in €10.000,00, ai sensi dell′art. 96 c.p.c., essendo palese il dolo o quanto meno la colpa grave per aver iniziato una domanda del tutto infondata alle sue radici, essendo stato chiesto il pagamento di una somma di danaro già corrisposta dalla Telecom s. p. a., e quindi chiedendo per due volte il medesimo importo tra l′altro maggiorato degli interessi. Il comune di Cefalù, a detta della Telecom, avrebbe quindi posto in essere il comportamento definito dal codice come ‘litigante temerario′.
constatato
che, se realmente accertati, i pagamenti in oggetto sarebbero stati versati presso la Banca Montepaschi di Siena che, all′epoca, svolgeva la funzione di tesoreria comunale, ruolo poi transitato alla Banca Credito Siciliano
ritenuto
che le argomentazioni esposte dalla Telecom s.p.a, se accolte dal Tribunale, dimostrerebbero un ennesimo incredibile esempio di una grave condotta politica — amministrativa e di una gestione quanto meno approssimativa delle casse comunali che ha prodotto (stando a quanto affermato nella relazione sulla verifica amministrativo — contabile, eseguita dal 16 gennaio al 9 febbraio 2007, dal dott. Attilio Vallante) una situazione di assoluto disordine contabile (marasma) che ha coinvolto il comune di Cefalù, e della quale esso paga ancora le conseguenze (cfr. "Relazione Vallante" pag. 107).
interpella la S.V. per conoscere:
Se gli uffici comunali abbiano mai proceduto al riscontro e alla verifica delle reversali d′incasso;
Se, a suo tempo, il Comune abbia mai comunicato, con atto documentabile, alla Telecom s. p.a. il passaggio del servizio di tesoreria dalla Montepaschi s.p.a. alla banca Credito Siciliano;
Se il comune abbia proceduto alla verifica dei pagamenti presso il precedente concessionario del servizio di tesoreria, prima di proporre ricorso stragiudiziario;
Se gli uffici abbiano proceduto alla verifica delle argomentazioni addotte dalla Telecom s. p.a. procedendo, tra l′altro, alla verifica di chi, allo stato, detiene le somme che la compagnia telefonica sostiene di aver regolarmente versato;
Come ritiene, l′Amministrazione Comunale, di dover procedere nell′ambito del procedimento giudiziario in corso;
Se l′Amministrazione ha proceduto ad effettuare un′attenta ricognizione per individuare eventuali casi similari che potrebbero causare un ulteriore danno erariale alla già disastrosa situazione finanziaria dell′Ente.
Il Capogruppo
Rosario Lapunzina