Burrafato chiede a Letta garanzie per Fiat Termini - Interviene R.C.

Siamo ancora qui - dice il Sindaco di Termini Burrafato - al Mise nella sala del parlamentino. Siamo qui da ieri pomeriggio per chiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri di fissare un incontro in tempi brevi per la vertenza di Termini Imerese con i sindacati e con le istituzioni locali. Non stiamo chiedendo la luna ma un gesto di attenzione verso un territorio che è in ginocchio per la chiusura dello stabilimento Fiat. Perché l'incontro a Palazzo Chigi?
Perchè le assicurazioni che ci sono state fornite a quel tavolo nel dicembre 2009 non hanno portato al reimpiego di tutti i lavoratori e quindi abbiamo bisogno di nuove garanzie che soltanto il Presidente Letta ci può dare.

Rifondazione comunista esprime solidarietà e vicinanza agli operai Fiat di Termini Imerese che hanno occupato il parlamentino del Ministero dello Sviluppo economico a Roma. Le ragioni del sindacato e dei lavoratori- affermano Antonio Marotta, Franco Ingrillì e Frank Ferlisi, rispettivamente segretario regionale,segretario provinciale e responsabile lavoro- sono completamente condivisibili: il problema è nazionale e se ne deve occupare direttamente e in prima persona il Presidente del Consiglio Letta; la cassa integrazione deve essere erogata per dodici mesi e non per sei e, se necessario, anticipata dalla Fiat; il sito dell'azienda non va lottizzato, ma assegnata a un'impresa che intende svolgere attività industriali; la riassunzione di tutti i lavoratori dello stabilimento Fiat e dell'indotto; la ricerca di un'impresa che intende rilevare lo stabilimento non può avere tempi biblici.
Rifondazione comunista aggiunge, inoltre, che un 'intera comunità e il suo territorio non possono essere abbandonati e quindi, ove nessun privato manifestasse un interesse vero per assumere l'azienda, l'unica alternativa che resta è l'intervento pubblico. Il Governo- proseguono i tre esponenti politici- imponga alla Fiat di rimettere in funzione lo stabilimento con una missione industriale credibile o, in alternativa a Finmeccanica di rilevare gli stabilimenti di Termini Imerese e di Avellino (Iribus).
Come ha ben detto la rappresentante dei lavoratori dello stabilimento campano nell'assemblea tenuta nell'aula consiliare di Termini Imerese in un'affollata assemblea dei lavoratori lo scorso 30 gennaio, non si possono impunemente abbandonare intere comunità al proprio destino in territori dove l'unica alternativa sarebbe mettersi al servizio delle mafie e delle camorre.