Risposta al Sindaco di Gratteri, al Coordinamento Partito Democratico di Gratteri e al M5S-MuoviGratteri

RICEVIAMO ED INTEGRALMENTE PUBBLICHIAMO...

Subito dopo avere letto la replica del Sindaco e i comunicati del Coordinamento Partito Democratico di Gratteri e del M5S-MuoviGratteri, mi sono chiesto se fosse necessario rispondere o lasciare perdere.

Ho preso il tempo giusto per riflettere e con grande serenità ho deciso di rispondere per rendere un servizio alla verità e consapevole di avere agito secondo coscienza. Ho compreso che il comunicato del movimento Azione Madonita sulla Tares ha suscitato nei destinatari una forte emotività e ritengo che essi abbiano risposto con la pancia e non con la mente. Chi ha letto i loro documenti avrà subito percepito l’immagine di una diga che si spacca, inondando violentemente la valle di acqua pulita mischiata ad acqua stagnante.

Il comunicato interpretato da qualcuno come “attacco”, voleva invece creare un forte confronto, stimolo e avvertimento. Come dire: Amministratori rivedete le vostre decisioni sulla Tares, perché noi pensiamo che ci siano lacune che inevitabilmente porteranno i cittadini al malessere, alla protesta e alla rabbia.

Constatiamo che avevamo visto giusto e che siamo stati lungimiranti.

Fare politica significa anche prevenire fatti o eventi che possano creare malcontento.

E’ arrivata puntuale la reazione dell’opposizione che grosso modo conferma i nostri rilievi.

Anche la lettera dei Gratteresi di Rapputi, critica e piena di delusione, indirizzata al Sindaco mette a nudo il Re. Essa smentisce categoricamente la pur lodevole intenzione dei grillini di “avere portato a Rapputi la politica della raccolta differenziata porta a porta”.

I FATTI

A seguito di una riunione dei soci di Azione Madonita, convocata per analizzare i punti all’ordine del giorno: “applicazione della Tares nel nostro Comune e l’attuale situazione politica di Gratteri“, si è pensato di pubblicare il comunicato stampa intitolato: TARES A GRATTERI. Paghiamo di più, perche?

Nel contesto del documento, consapevoli di vivere in uno stato democratico, si è espresso un giudizio sull’operato dell’attuale Amministrazione comunale che, secondo noi, rispetto all’Amministrazione uscente, in pochi mesi si è già distinta per alcune criticità. Quindi siamo passati a trattare la Tares la cui gestione ci è sembrata subito lacunosa e da cui, come scrivono i consiglieri di minoranza, “emergono quindi evidenti discrasie e iniquità”.

Il documento di Azione Madonita si chiude domandando ai grillini e ai consiglieri uscenti, rieletti nella maggioranza, se provassero imbarazzo e perché si tacesse di fronte al crescente malessere che si è diffuso in paese subito dopo la consegna delle bollette.

Insomma per noi il documento assolveva alle sue finalità sociali con un linguaggio che fa parte della normale dialettica democratica e politica. In linea con gli scopi del Movimento Azione Madonita che pone l’ essere umano al centro della sua attività sociale, culturale e politica.

IL FUOCO COVAVA SOTTO LE CENERI

La domanda che ci ponevamo nel comunicato: “Tares a Gratteri. Paghiamo di più, perché?”, non ha ottenuto concrete risposte né abbiamo rilevato negli Amministratori la volontà di ravvedersi per rimediare ai danni provocati dall’applicazione della Tares. Nelle loro risposte non abbiamo riscontrato nemmeno l’umiltà di mettersi in discussione per, almeno, verificare se ci fossero elementi di condivisione con le nostre argomentazioni e, quindi, procedere alle opportune e possibili rettifiche .

Invece, le energie del sindaco, del coordinamento Partito Democratico di Gratteri e dei grillini si sono concentrati principalmente sulla mia persona, fregandosene di dare valide risposte ai cittadini sempre più incazzati.

E’ stata una reazione spropositata e sproporzionata che covava e gonfiava da tanto tempo e, finalmente, il documento/spillo è servito per bucare i palloncini pieni di acrimonia vendicativa.

Un mirato e coordinato fuoco di sbarramento parolaio è stato tempestivamente pianificato per bloccare l’avversario che ha “l’arte del dimenticare”.

Ai miei interlocutori così padroni dell’arte di mentire e di confondere i fatti secondo le proprie logiche e faziose convenienze, voglio dire che l’arte del dimenticare fa parte del bagaglio di saggezza di ogni donna e di ogni uomo.

Per dovere di informazione e di verità ho l’obbligo di precisare alcuni punti salienti, privandoli di maldicenza.

Il coordinamento Partito Democratico di Gratteri, nel suo comunicato omette di citare che quando ho accettato la nomina di assessore, propostami dal sindaco Muffoletto ero un libero cittadino. Non appartenevo ad alcuna formazione politica. L’esperienza consiliare iniziata nel 2003 con la lista “Noi Gratteresi per Gratteri” si era conclusa. Si pensava di ripetere insieme la nuova campagna elettorale, ma il rapporto subito si dimostrò insopportabile. Il gruppo dei soliti compagni del PD, cui non ho aderito e per questo considerato elemento da isolare, aveva deciso con comportamenti mentali ambigui di estromettermi anche dalle riunioni. Facevo finta di niente e pazientemente mi sforzai di seguirli.

Tutto precipitò quando le nostre scelte elettorali divennero palesemente divergenti. La mia dissociazione maturò definitivamente dopo l’incontro in uno studio a Cefalù con autorevoli esponenti del Centro Destra dove abortì il progetto di una lista comune.

Mi sorprende che sia sub iudice la mia adesione alla giunta Muffoletto del 2008, mentre si giustifica, dopo cinque anni, l’attuale ibrida alleanza che annovera nella lista “Uniti per Gratteri” : il Partito Democratico (Sindaco, due assessori e due consiglieri), M5S-MuoviGratteri (vice-sindaco, vice-presidente del consiglio e un consigliere) e Centro Destra (presidente del consiglio e due consiglieri, uno dei quali anche assessore).

Quando fui nominato assessore era noto che lavoravo in banca con mansioni di responsabilità. Era ovvio che l’Istituto bancario chiedesse un rimborso delle mie assenze istituzionali per tutta la durata del rapporto di lavoro, che si è concluso nel dicembre del 2009 (diciassette mesi dopo la nomina ad assessore).

Quando nel giugno 2009 ci pervenne la richiesta della banca che reclamava il rimborso dei suoi diritti (i consiglieri di minoranza “Costruiamo il futuro di Gratteri”,che oggi siedono sui banchi della maggioranza e amministrano il paese con la lista Uniti per Gratteri, ne sono a conoscenza da molto tempo ), per contribuire al pagamento della cifra, nello stesso mese di giugno comunicai per iscritto la mia rinuncia alle indennità assessoriali (€ 232,00 mensili), decorrente dal mese di luglio 2009 fino alla conclusione del mio rapporto di lavoro con la banca, dicembre 2009.

Se ancora oggi il Comune non ha corrisposto la rimanente somma alla banca di certo non è mia la responsabilità.

Ancora, circa il legittimo rimborso dell’adeguamento Istat delle indennità, del quale ne ignoravo la relativa circolare, me lo segnalò un collega assessore che, come me, era disposto a rinunciarvi. Lo stesso collega assessore, per condivisi motivi, comunque diversi dalla mera opportunità economica, mi convinse invece che dovevamo richiederlo.

Mi sembra opportuno specificare che la mia pratica (le altre sono state già definite e rese pubbliche) è ancora inevasa perché si devono rivedere i calcoli relativi ai tanti mesi di rinuncia alle mie indennità.

Tanto rumore per nulla.

AMBIENTE

Nella qualità di assessore all’ambiente, più volte mi sono recato nelle contrade, coadiuvato dal Corpo di Polizia Municipale, per effettuare sopralluoghi e per segnalare le discariche abusive sia all’ATO che all’ ufficio dei Carabinieri competente. Settimanalmente i sopralluoghi continuavano in paese e se riscontravo anomalie le segnalavo (anche con direttive assessoriali) all’Ufficio Tecnico e agli operatori ecologici.

Abbiamo organizzato, tra le tante iniziative, anche un Festival sull’Ambiente con la importante partecipazione del compianto scrittore Vincenzo Consolo.

Alla nuova assessore all’ambiente la sfido a fare per il paese qualcosa di rango uguale o superiore al progetto LED che, grazie alla mia idea, fortemente sostenuta dall’ex sindaco, nel 2009 ha visto Gratteri, primo paese in Sicilia e secondo in Italia (dopo Torraca, provincia di Salerno), avere un progetto di illuminazione pubblica con lampade LED di imminente realizzazione. Il progetto LED (l’ex sindaco lo ricorderà) è stato convenzionato con il prof. Barbaro dell’UNIPA, facoltà di Ingegneria nei primi quattro mesi della nostra amministrazione.

Ero assente alla vita amministrativa?

Rivolgetevi all’Ufficio di Segreteria e guardate le delibere. Chiedete ai due segretari comunali che si sono alternati, ai dipendenti comunali nonché all’ex sindaco per avere conferma dei vostri vistosi abbagli.

Ho ancora in mente le parole di un collega assessore che bonariamente mi rimproverava di essere un assessore iperattivo.

Ho ancora in mente gli elogi e le lodi pubbliche che in diverse occasioni l’ex sindaco ha manifestato nei miei confronti per l’impegno e i risultati della mia attività assessoriale.

Anche in campagna elettorale.

Vi invito a visitare l‘archivio di Gratteri.org per verificare le numerose iniziative intraprese con l’ex sindaco sulla droga e lo sport, sulla legalità (con la collaborazione di Maria Falcone della Fondazione Morvillo e Falcone e con la prestigiosa presenza del Vescovo di Cefalù).

Qualcuno non avrà dimenticato i numerosi eventi culturali con lo scrittore Vincenzo Consolo, Letizia Battaglia, Magistrati e Giornalisti, la presentazione del primo libro di Nuccio Vara, il ricordo di Leonardo Sciascia ecc. ecc. ecc.

Ritengo che la verità e la chiarezza siano il fondamento della democrazia e che una politica che voglia servire la democrazia debba essere consapevole che conflitti, prevaricazioni e intimidazioni verbali o scritte non possono portare a un vero bene per la società.

E’ per questo che chiudo con un auspicio per il futuro ossia che, chi amministra deve ascoltare senza pregiudizi e risentimenti tutte le voci che evidenziano storture, che reclamano diritti e che vogliono risposte.

In ogni circostanza deve evidenziarsi un confronto libero e partecipato, dove ogni cittadino, movimento, associazioni e quant’altro possa esprimere le proprie opinioni, apportare il proprio contributo e condividere motivate critiche nella piena libertà e nel reciproco rispetto.

 Gianni Farrauto