Sulla sfiducia al sindaco - E seguito…
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- Angelo Asciutto
Prima c′è stata la sfiducia (il 18 luglio) nei confronti del sindaco Rosario Testaiuti, poi il suo ricorso al TAR, per richiedere la sospensiva e l′annullamento, a cui è seguita la costituzione in difesa dei consiglieri; successivamente Testaiuti ha inviato a tutti i cittadini una lettera aperta per spiegare le sue ragioni e naturalmente c′era da aspettarsi la reazione da parte dei 12 consiglieri, che è puntualmente arrivata domenica scorsa con un pubblico comizio. Gli interventi sono stati di Rosario Rotondi a nome dei sei di minoranza e di Bartolo Vitale per conto dei sei provenienti dalla lista "Testaiuti sindaco". Il consigliere Rotondi ha affrontato la questione dal punto di vista tecnico ribaltando le argomentazioni del sindaco, e della sua difesa, e ribadendo la legittimità del voto di sfiducia fondato principalmente su una inadempienza (la presentazione delle relazioni annuali), adempimento espressamente previsto dalla legge. Poi ha affrontato anche altri argomenti come la sepoltura comunale, le tariffe TARSU e i debiti fuori bilancio fornendo all′uditorio cifre e argomentazioni di diverso avviso da quelle proposte dall′ex primo cittadino. "Lo invitiamo —ha concluso — ad un pubblico dibattito per far emergere la verità". Nel suo intervento il presidente del consiglio Bartolo Vitale ha sottolineato "come sia impossibile, e politicamente assurdo, che un sindaco sfiduciato con i voti di 12 su 15 dei componenti l′assemblea, possa pensare di avere ancora legittimazione a poter amministrare un paese". Vitale ha messo in evidenza che già da tempo(perdendo l′appoggio di vari consiglieri di maggioranza — dichiaratisi indipendenti), Testaiuti aveva — a suo dire — chiaramente dimostrato di non sapere sviluppare un "gioco di squadra", arroccandosi, invece, su una "mini-lista di parenti ed amici, estraniando di fatto il resto della maggioranza dalle scelte amministrative per l′attuazione del programma". Siamo ancora lontani dalle elezioni ma Bartolo Vitale pensa "che bisogna utilizzare questo tempo per aprire un dialogo e un confronto costruttivo tra le forze politiche del paese e chiunque di buona volontà, per impegnarsi in un piano straordinario per il rilancio di Collesano". Al momento non si sa se Rosario Testaiuti accetterà la sfida per un pubblico confronto.