Rimossi 5 sacchi di plastica della Targa Florio

Il 7 dicembre sono state rimosse le bandelle di plastica abbandonate nei boschi madoniti a seguito della manifestazione “Targa Florio” svoltasi lo scorso settembre.
Dopo la nostra segnalazione al sindaco di Isnello e All’Ente Parco delle Madonie - dice Marcello Catanzaro, Comitato di Ripristino - è stato sollecitato l’intervento dell’ACI Palermo, organizzatore della Manifestazione. In particolare, è stata attivata una collaborazione tra il Sig. Simone Li Fonti e il nostro Comitato “Riprisno SP delle Madonie” che ha permesso, con l’ausilio di manodopera locale, il recupero e la rimozione del materiale plastico.
Sono stati riempiti cinque sacchi di plastica. Una notevole quantità di bandelle plastiche è stata rinvenuta nei pozzi d’acqua, nelle scarpate adiacenti la strada provinciale 54 che è servita da circuito sportivo; una quantità decisamente maggiore, purtroppo, dei tre metri ipotizzati da qualcuno.
Ovviamente - nota Catanzaro - il tutto è stato documentato, raccolto e consegnato all’ATO rifiuti competente.
Il problema dunque appare risolto, ma le domande restano e s’impongono doverose. Alla luce di quanto accaduto, è davvero opportuno svolgere la “Targa Florio” in quella porzione di territorio madonita, parte vitale del Parco delle Madonie??
Davvero questa manifestazione apporterebbe maggiore afflusso turistico nelle Madonie al punto da avere predisposto e approvato una legge regionale ritagliata su misura, che permette la realizzazione di tali manifestazioni, altrimenti severamente vietate dalla normativa vigente?
Nel rapporto costi-benefici, siamo sicuri che i benefici siano maggiori dei costi in termini tutela e di danni procurati all’ambiente?
Concretamente - dice Catanzaro -, a parte il mero divertimento, quale sarebbe il vantaggio per le Madonie? Quale il ritorno economico e in che cosa consisterebbe l’opportunità di rilancio del territorio che rimane invece, ancora di più, martoriato e abbandonato?
Sarebbe opportuno riflettere molto su questa questione e ripensare seriamente all’opportunità di certi provvedimenti. Il rapporto con la natura si deve basare sul rispetto della stessa. Se è vero che le zone protette si costituisco perché si avverte l’esigenza di proteggerle dalle azioni indiscriminate dell’uomo, che senso ha permettere simili manifestazioni?
Viceversa, se si ammette la deroga ai divieti, che senso ha l’istituzione del Parco delle Madonie? Che senso ha individuarne zone di maggiore o minore livello di protezione?
Che senso ha l’apparato di gestione del Parco?
Bisogna essere seri su queste cose - conclude Catanzaro -, bisogna essere responsabili e capire che se proprio ci si vuole divertire nel vedere gareggiare dei bolidi da corsa che lo si faccia pure, ma lo si faccia nei posti opportuni e senza compromettere la salvaguardia dell’ambiente.