Una splendida giornata di sole ha oggi illuminato la processione della Immacolata a Termini Imerese

Una folla strabocchevole ha fatto da cornice alla bellissima immagine di Maria che circondata di fiori e posta sul suo fercolo dorato, puntualmente alle 12.30 si è affacciata sul sagrato del Duomo  tra canti, preghiere ed il solenne scampanio dei sacri bronzi per raggiungere, attraverso la monumentale scalinata di via Roma la parrocchia del Carmelo nella parte bassa della città, rigorosamente portata a spalla dai confratelli e da tanti fedeli devoti. -  Una immagine quella dell'Immacolata di Termini Imerese che non ha eguali per dolcezza ed espressività; l'opera scultorea fu realizzata nel 1799 utilizzando un unico pezzo di cipresso, dallo sculture Francesco Quattrocchi figlio di Filippo, bravissimo artista madonita originario di Gangi. A Termini Imerese quella per l'immacolata è una devozione antica che affonda le sue radici nei secoli; una lapide posta proprio all'ingresso del Duomo ci ricorda di come nel 1624 il popolo termitano fa voto di difendere l'Immacolata Concezione di Maria e di celebrarne la festa. Sono ben tre infatti le immagini che per l'occasione vengono portate in processione; già questa notte la Madonna della Neve, cui fa riferimento la confraternita più antica, muovendosi dalla piccola chiesa di San Francesco Saverio, con incomparabile suggestività ha attraversato alcuni dei quartieri storici della città fino a raggiungere la chiesa di San Salvatore nei pressi dell'Ospedale. Poi ancora questa sera alle 19.30 toccherà alla Immacolata di Porta Palermo che uscendo dalla chiesa di Sant'Antonio giungerà fino alla parrocchia di San Carlo. Ancora per tutta la settimana quindi funzioni religiose accompagnate da antiche preghiere e canti mariani guideranno la fede dei termitani che poi domenica successiva culminerà con le processioni di ritorno e la conclusione dei festeggiamenti che erano iniziati già il 29 di novembre con il solenne novenario. Ma alla fede si unisce anche la festa, e stanotte come da antica tradizione, in una città già riccamente illuminata dalle luci natalizie, in tantissime case e nei vari circoli cittadini  un clima di allegria ha accompagnato la cosiddetta "nuttata da Maronna"; una vera e propria veglia trascorsa con giochi popolari e la immancabile abbuffata di sfincione e vino novello.