Next Door Help: quando l'impresa giovane è innovazione.
- Madonie,
- Attualità, Speciali,
- Gabriele Scavuzzo
Quante volte nella nostra vita ci siamo trovati di fronte all’ipotesi di gettare nel cestino cibi in scadenza, jeans in disuso, un cappotto dal colore non gradito? O, ancora, quante volte lasciamo gli stessi marcire in armadi o in frigoriferi fin troppo pieni?
Dal riscontro di questa realtà, spesso sottovalutata in tempi di sovraccarico di rifiuti e tentativi di riciclaggio, parte l’idea, quanto mai innovativa, di quattro giovani meridionali, due Siciliani e due Salentini, residenti a Torino. NHD, Next Door Help è il nuovo progetto di Fabio Gagliano, Emiliano Marzo, Daniele Merola, tutti e tre laureati in Ingegneria presso il Politecnico di Torino, e Paolo Pagliazzo, anche lui laureato in ingegneria, ma specializzato in Project Management (età compresa tra i 28 e i 30 anni).
Il progetto consiste nella creazione di reti di relazione tra coloro che hanno uno strumento/cosa in eccesso e chiunque altro sia alla ricerca dello stesso. Il tutto diventa più naturale, semplice e intuitivo grazie a un’APP mobile scaricabile su smartphone, una piattaforma presente su web e facebook, oltreché il sistema innovativo di geolocalizzazione. Una volta registratisi sul sito, anche tramite account Facebook, gli utenti hanno l’opportunità di mettere a disposizione della community qualsiasi loro bene che altrimenti eliminerebbero o metterebbero da parte. L’utente che condivide sulla piattaforma è detto Helper, chi, al contrario, richiede l’oggetto è detto Finder. Ovviamente, un unico utente fisico potrà essere sia Helper che Finder. Chi condivide qualcosa dovrà semplicemente compilare un modulo inserendo pochissime, ma essenziali, informazioni che avranno il compito di descrivere l’oggetto, una foto e l’indirizzo in cui l’oggetto dovrà poi essere ritirato dall’eventuale Finder. Una volta pubblicato, l’avviso è visibile a tutti su una mappa e automaticamente condiviso anche sulla pagina Facebook .
Il portale è stato progettato meticolosamente cercando di rendere l’interfaccia il più intuitiva possibile e utilizzabile da tutti. Infatti, al termine del caricamento della homepage, grazie all’impiego di una mappa geografica a tutto schermo, l’utente può subito prendere visione di ciò che è stato messo a disposizione intorno a sé, specificando il raggio di ricerca.
La funzionalità di geolocalizzazione gioca un ruolo fondamentale in quanto ogni avviso che un Helper ha pubblicato viene georeferenziato sulla mappa tramite un marker, così che, utilizzando un motore di ricerca interno, i Finder possano trovare ciò di cui hanno bisogno. Trovato l’avviso ricercato, basterà un click per poter richiedere un appuntamento all’Helper. Un sistema di messaggistica interna, inoltre, permetterà, in soli tre rapidissimi scambi di messaggi, di accordarsi sulla data e ora del ritiro. Questo può aiutare, inoltre, nello sviluppo di rapporti e relazioni che vadano aldilà del mero contatto finalizzato allo scambio dei beni, allargando lo spettro di opportunità, anche sociali, conseguenti all’iniziativa.
Un progetto innovativo e ambizioso per i quattro ragazzi che lanciano una sfida tecnologica e imprenditoriale ad un mondo in continua evoluzione. Oltre gli spunti prettamente economici, l’ambizione dei quattro laureati, e già lavoratori ben avviati in svariate realtà economiche, è anche culturale e sociale, vista l’attualità di tematiche quali il rispetto dell’ambiente, il problema dei rifiuti, la mancanza di sussistenza per svariate fasce della popolazione. Tutto questo a conferma della, spesso, sottovalutata voglia di mettersi in gioco, attraverso idee nuove e innovative, da parte dei giovani d’oggi. Un in bocca al lupo sincero ai quattro ragazzi meridionali, ormai Torinesi di adozione, ma con la genialità e l’inventiva ereditata dalla loro terra di origine.