Valeria Prisinzano: Perché il Sindaco si ostina a mentire ?
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Riceviamo da Valeria Prisinzano e pubblichiamo:
Mi sarei sottratta volentieri al chiacchiericcio paesano sul mio allontanamento dalla Giunta di Petralia Soprana.
Fatto grave indubbiamente a cui si ricorre solo in casi estremi e per acclarate responsabilità del “destituito” che pare non ci siano state come rivelano perfino le accuse che il Sindaco in questi giorni manda su qualche pagina di giornale.
Scrivo questa nota perché non riesco più a sopportare la mistificazione che viene utilizzata dal Primo cittadino nel tentativo di giustificare la sua azione. All' inizio di questa legislatura in Amministrazione si respirava un'aria di squadra, ma con il passare dei mesi di quel clima è rimasto un triste ricordo. Sono stata giornalmente presente al Municipio cercando di seguire con minuziosità e con tutto l’impegno possibile la vita amministrativa. Le volte che mi sono trovata in disaccordo su talune scelte, ho chiesto spiegazioni, tempo per confrontarmi col gruppo e in alcuni “casi limite” ho elegantemente evitato di votare in maniera contraria, allontanandomi e risultando assente, come è prassi nelle amministrazioni.
Ho condiviso e concertato tutto con gli amici di API, in particolare con il consigliere Damiano Cerami con cui ho sperimentato in questi mesi una bellissima collaborazione ed insieme abbiamo affrontato diversi problemi del nostro territorio.
Trovo del tutto inappropriate le affermazioni del Sindaco in materia di rappresentanze esterne del Comune.
In proposito lo abbiamo più volte invitato a non intraprendere guerre personali con gli altri Comuni, le quali invece puntualmente e reiteratamente sono state fatte con il risultato che Petralia Soprana oggi vive un ruolo di marginalità nel comprensorio. I facili commentatori di questi giorni si sono mai domandati a cosa servivano queste guerre?
Quali spazi voleva il sindaco? Per donarli “personalmente” a chi? La cosa che oggi è chiara a tutti è che il Sindaco cerca giustificazioni inesistenti e, per coprire i soliti nomi che stanno in politica da decenni, getta insulti gratuiti verso persone che hanno un passato di carta velina e si sono spesi per il territorio e i suoi abitanti in maniera gratuita, ancor prima di far parte dell’amministrazione.
Su questi temi è stata compiuta la vendetta utilizzando la mia persona. E dire che alle minacce di sfiducia indirizzate alla mia persona, anche in qualche riunione di maggioranza, spesso si sono alternate allettanti proposte di seguire le orme del Sindaco a condizione di lasciare il mio gruppo.
Ho rifiutato questi modi tenendo fede all’impegno preso con i nostri elettori, nella consapevolezza che forse abbiamo voluto pretendere eccessiva collegialità o forse ci siamo ostinati a ragionare fuori dalle logiche di compromesso che sicuramente non ci appartengono.