Il bicentenario di Giuseppe Verdi: il mondo celebra il musicista di Busseto

Oggi ricorre il bicentenario della nascita del musicista Giuseppe Verdi (2013-1813).
Egli fu il più grande compositore italiano di melodrammi dell’Ottocento ed anche uno dei più amati autori della storia della musica classica.
Il compositore italiano Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (1813-1901) autore di notevoli melodrammi del XIX secolo, nacque a Roncole (adesso Roncole Verdi) una frazione del Comune di Busseto in provincia di Parma, il dieci ottobre 1813.
Fin da bambino diede prova della sua spiccata predisposizione verso la musica, tanto da imparare a riconoscere spontaneamente le melodie emanate dalla spinetta (uno strumento musicale antico a tastiera, simile al pianoforte) avuto in dono dai genitori. Incoraggiato dal padre Carlo, il piccolo Giuseppe prese le prime lezioni di musica dal compositore lirico e organista Ferdinando Provesi (1770- 1833).
A scoprire il talento del giovane Verdi fu Antonio Barezzi (1787-1867), un agiato commerciante e Presidente della Società Filarmonica di Busseto. Il sostegno economico di Barezzi che fu il suo futuro suocero, consentì a Verdi di intraprendere e approfondire gli studi musicali a Milano. Nel 1836 sposa Margherita Barezzi da cui ebbe due figli Virginia e Icilio, è del 1839 la sua prima Opera: “Oberto, Conte di San Bonifacio”.
Il destino purtroppo non fu benevolo per il musicista, in realtà negli anni 1838-1840 si abbatté sulla sua famiglia una terribile disgrazia, la morte prematura dei figli e subito dopo anche la perdita della moglie. Alla scomparsa dei suoi cari si unì finanche l’insuccesso della sua seconda opera lirica, presentata al Teatro alla Scala di Milano nel 1840, dal titolo “Un giorno di regno”.
Le vicissitudini di questo periodo avevano portato Giuseppe Verdi a considerare seriamente di abbandonare la sua attività di compositore. L’intervento dell’impresario teatrale alla Scala di Milano, Bartolomeo Merelli (1794-1879), il quale aveva suggerito la trama per un altro melodramma, permise a Verdi di musicare un’altra opera, la terza, il “Nabucco” (il titolo originale era Nabucodonosor) composta su libretto di Temistocle Solera (1815-1878). Il debutto avvenuto il 9 marzo 1842 alla Scala di Milano fu un vero trionfo.
Da questo momento per Giuseppe Verdi, grazie anche alla soprana Giuseppina Strepponi (1815-1897, sua futura seconda moglie e che lo assecondò nella sua terza opera teatrale), fu un crescendo di successi. Negli anni seguenti, infatti, vedremo un moltiplicarsi di lavori teatrali, tra le principali opere ci piace segnalarne alcune: la prima rappresentazione di “Macbeth” (1847) con cui si avvierà il ciclo delle opere shakespeariane; l’opera in tre atti del “Rigoletto” (1851) che insieme a “Il Trovatore” (1853) e “La Traviata” (1853) fece parte della trilogia popolare, e rappresentò il momento culminate della maturità artistica del compositore. Nel 1861, appena eletto deputato nel primo Parlamento Italiano, Giuseppe Verdi si recò in Russia, dove nel 1862 al Teatro Imperiale di San Pietroburgo (conosciuto anche col nome di Teatro Mariinskij) sarà rappresentata in prima assoluta la sua opera in quattro atti “La forza del destino”.
La produzione operistica di Verdi continuerà alacremente. Seguiranno l’opera in quattro atti “Aida” (1871) su libretto di Antonio Ghislanzoni, e messa in scena Al Cairo, presso il Khedivial Opera House; la composizione sacra “Messa di Requiem” (1874) in onore del romanziere Alessandro Manzoni, eseguita a Milano presso la chiesa Chiesa di San Marco; infine, citiamo i due ultimi componimenti del Maestro che segneranno l’apice del melodramma verdiano: l’opera in quattro atti “Otello” (1887), eseguita alla Scala di Milano in occasione della stagione di Carnevale e Quaresima; e la commedia lirica in tre atti “Falstaff” (1893), su libretto di Arrigo Boito, svoltasi alla Scala di Milano. Buon compleanno Maestro!

(Immagine: Verdi ritratto da Giovanni Boldini -1886- da Wikipedia)