Vivere con meno di cinquemila compaesani? E’ possibile!
- San Mauro Castelverde, Madonie,
- Speciali,
- Redazione
Leggo le ultime proposte di rinnovamento della politica siciliana che parlano di accorpamento di comuni al di sotto dei cinquemila abitanti e, da residente in uno dei tantissimi comuni d’Italia al di sotto di tale cifra, mi chiedo quali possano essere i motivi che ispirano certe proposte: propaganda, superficialità, stupidità.
Se vogliono farci bere la storia che così si risparmia non hanno fatto bene i conti. La macchina burocratica rimarrà tale e quale perché il territorio comunque va gestito quantomeno nella sua ordinarietà e non si possono licenziare dipendenti pubblici sol perché qualche politico, sempre pronto a custodirsi posto, stipendio e mega pensione, decide di dare un colpo di spugna alla storia del nostro paese in nome della spending review. Avremo un solo sindaco anziché tre, risparmio limitato se pensiamo che un sindaco di un piccolo centro come San Mauro prende meno di mille euro al mese e quindi non è poi un gran risparmio. Dall’altra parte di certo più assessori per gestire un territorio molto vasto e oltretutto per niente simile alla pianura padana, indennità più alte perché proporzionate alla popolazione, trasferimenti al comune maggiori perché proporzionati alla popolazione. Diciamocelo francamente, a meno che non vogliano proprio la nostra morte materiale, saranno costretti a mantenere certe spese e allora niente risparmio.
Enormi invece i danni alla storia, alla cultura, e all’economia di questi centri, soprattutto quelli “satellite” destinati a perdersi nella burocrazia farraginosa e dimenticati da tutti. Lo schiaffo maggiore è quello alla nostra identità calpestata senza rispetto perché ciò che siamo dipende anche dal luogo in cui viviamo.
Per tale motivo a questa proposta, che mi auguro rimanga solo propaganda, rispondo parafrasando una celebre pubblicità. Toglietemi tutto ma non la mia identità: io sono Chiara Scialabba e vivo nel comune di San Mauro Castelverde.