Consegnati al Tribunale i locali comunali per i nuovi uffici giudiziari
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Nei giorni scorsi il Sindaco Salvatore Burrafato ha consegnato al Presidente del Tribunale Giuseppe Rizzo i locali di piazza Sant'Antonio per essere adibiti a sede degli Ufficiali giudiziari del Tribunale di Termini Imerese. La consegna è stata effettuata a seguito della riforma dei distretti giudiziari che vedrà accorpate, dal prossimo 13 settembre, le sezioni distaccate di Cefalù e Corleone. Per far fronte al meglio a tale processo di riordino il Comune di Termini Imerese è stato chiamato a ricercare nuovi spazi aggiuntivi a quelli del Tribunale facendosi carico delle relative spese. Anche queste spese aggiuntive sostenute dal comune di Termini Imerese, regolarmente rendicontate, saranno rimborsate con un contributo a carico del Ministero della Giustizia. Ad oggi il Ministero della Giustizia è ancora in grande ritardo nella erogazione dei contributi in favore dei comuni. Termini Imerese, infatti, attende ancora il contributo del 2011 pari a 580 mila euro e del 2012 per circa 850 mila euro, oltre alle spese di tutto il 2013. Nell’ottica della spending review, si è deciso di non esporre il Comune di Termini Imerese a nuovi costi per la locazione di nuovi immobili ricercando l’utilizzo di immobili già adibiti ad uffici comunali. Per questa ragione è stata individuata la sede degli uffici comunali di Piazza Sant'Antonio, che per la vicinanza al Tribunale, rappresenta il luogo ideale per delineare un unico complesso con il resto degli uffici giudiziari. Gli Uffici dei Servizi sociali - prima operanti nella sede di Sant’Antonio - sono stati trasferiti nei locali dell'ex asilo nido sito in via Luigi Sturzo. Il sindaco Totò Burrafato sin dalla emanazione del decreto lgs 155/2012, che ha soppresso le sezioni distaccate e le ha accorpate alla sede principale del Tribunale, per rispettare un obbligo di legge, si è adoperato con i colleghi di Giunta municipale, Nicola Cascino e Michelangelo Lo Presti e il Segretario Generale Raimondo Liotta, per trovare ogni possibile soluzione per dare accoglienza ai nuovi uffici del Tribunale. “Ci siamo adoperati – ha dichiarato il sindaco Burrafato – con grande zelo e tempestività per predisporre i nuovi locali, anche in considerazione del fatto che ciò può contribuire a riconfermare la centralità della Città di Termini Imerese nell’ambito della zona orientale della Provincia di Palermo”. L’edificio messo a disposizione risale al ‘600 ed è l’ex Convento dei Padri Riformati appartente all’Ordine dei Francescani, di particolare prestigio e valore storico. L’immobile ha una superficie di circa 900 mq disposta su due piani dove saranno ospitati circa 50 addetti. L’ubicazione dell’immobile inoltre, è confacente con le esigenze dell’utenza atteso che è proprio nelle vicinanze del Tribunale ed è ben servito da posteggi così da consentire facilmente la mobilità in tutti i plessi giudiziari. Già dalla scorsa settimana i locali hanno accolto gli Ufficiali giudiziari e sono operativi. Nei prossimi giorni verranno completati alcuni ulteriori piccoli interventi di manutenzione per renderli pienamente efficienti. “Al contempo cercheremo – ha concluso il sindaco Burrafato - di garantire il ripristino della piena funzionalità dei locali degli uffici comunali alle Politiche sociali che, purtroppo, registrano ritardi funzionali che stiamo colmando con procedure straordinarie”. Diventa quindi operativa la riforma dei tribunali, la cosiddetta “taglia tribunali”. Sul Tribunale di Termini Imerese sono di fatto confluite le sedi di Cefalù, Corleone e di Bagheria limitatamente alle nuove cause successive al 13 settembre. I costi di questa operazione sono tutti a carico delle amministrazione comunale che “beneficia” della concentrazione e quindi di Termini Imerese. E’ quasi inutile ricordare che l’amministrazione centrale dello Stato paga con ritardi non sopportabili per il bilancio comunale. Amministrare la giustizia è una funzione essenziale e irrinunciabile per una democrazia. Ma questo decentramento a costo zero per lo Stato rischia di essere un danno per il funzionamento della giustizia, così come altrettanto disastroso si potrebbe rivelare per i bilanci di quei comuni, come Termini Imerese, che si troveranno costretti ad ospitare le sedi soppresse. L’effetto finanziario di questa riforma comporta un incremento dei costi pari ad oltre €250 mila euro per l’anno 2013. E’ una ulteriore tensione finanziaria : ad oggi il Ministero della Giustizia non ha trasferito al Comune di Termini gli importi dovuti per gli anni precedenti.