2 settembre mobilitazione - La scuola alza la testa
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LUNEDI' 2 SETTEMBRE PALERMO PALAZZO DELLE AQUILE ORE 16.30
Assemblea regionale degli operatori della scuola siciliani.
MOBILITAZIONE CONTRO IL BLOCCO STIPENDI
"Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi" (Enrico Berlinguer) -
La protesta ferma e unita di tutti noi docenti contro le 24 ore dell'anno scorso ha provocato il passo indietro del Governo. Abbiamo dimostrato di esserci e di essere compatti.
L'obiettivo è farci vedere: noi ci siamo e diciamo no. Ci hanno sempre chiesto di fare uno sforzo di solidarietà per il Paese. Lo abbiamo fatto, sempre, pur non potendolo fare. Lo abbiamo fatto noi docenti di ruolo col blocco degli scatti, lo hanno fatto i colleghi precari con le mancate stabilizzazioni (pur essendoci le cattedre vacanti), ma, peggio, in una Sicilia terra di nessuno, lo hanno fatto i nostri alunni, dentro una scuola sempre più cadente, con meno ore, meno risorse, strutture fatiscenti e stipati come i polli.
Pagando coi loro rendimenti bassi, messi alla berlina in tutto il Paese. La cui "colpa", ovviamente, è solo nostra. Giusto? Il docente paga la crisi e paga le colpe. Beh no.
E' il momento di unirci di nuovo contro:
IL BLOCCO DEGLI STIPENDI PER UN ALTRO ANNO e poi in eterno.
IL BLOCCO DEL CONTRATTO (con in mezzo il ricatto dello spettro 24 ore): chiediamo un contratto sul tempo scuola e lavoro totale effettivo che GIA' FACCIAMO con adeguamento salariale conseguente.
Con questo, lamentiamo, non solo per noi ma per i nostri alunni e la qualità della scuola che li aspetta:
IL NUMERO RIDICOLO DI IMMISSIONI IN RUOLO IN SICILIA
LE MANCATE IMMISSIONI IN TUTTE LE CATTEDRE VACANTI E DISPONIBILI
LA TRUFFA DEL CONCORSACCIO
LE MANCATE ASSUNZIONI DEI DOCENTI DI SOSTEGNO
Noi diciamo no. Hanno chiesto uno sforzo a chi ha troppo (stipendi e pensioni oltre i 190mila euro): manager e dirigenti pubblici che percepiscono salari non si capisce commisurati a quali rendimenti, visto lo sfacelo dell' Italia.
NON SI SON TOLTI NEMMENO UN CENTESIMO, ANZI, HANNO RICORSO CONTRO LO STATO. NEMMENO UN CENTESIMO.
Di fronte a questo basta. Noi non ci stiamo.
Se loro non pagano nulla figurarsi noi, figurarsi gli alunni delle scuole siciliane, ultimi tra gli ultimi. Deve pagare ancora la scuola mentre altri si ingrassano? Mentre le scuole siciliane sono senza riscaldamenti, e, peggio, senza docenti?
Prima paghino coloro che possono pagare, non la scuola.
TRA FALCHI E COLOMBE NOI NON SIAMO POLLI.
(Mila Spicola - Operatori siciliani scuola)