Ferrarello: I madoniti non possono morire come gli indiani nelle riserve

Dopo la pubblicazione del messile Il Petrino del 12 agosto scorso (edizione straordinaria sulla Sanità), il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello ha voluto fare alcune puntualizzazioni:

“Io confermo oggi tutto quello che ho detto in un momento di particolare emotività – ha detto Ferrarello - la mia è stata una dichiarazione spontaneamente, di cuore, ma non mi sento di affermare che nel territorio ci sia Sanità sol perché possiamo contare sull’ l’ospedale di Nicosia o su quello di Petralia.

Gangi, come territorio, afferisce al distretto di Petralia,  il caso della Seminara è successo a Nicosia, ma la questione della territorialità ha poco rilevanza in quanto quello che è successo a Nicosia poteva succedere anche a Petralia, il problema invece è quello che in ambedue gli ospedali manca  la rianimazione ed a Petralia, in questo momento, manca anche la pista dell’elisoccorso.

Quanto da me dichiarato rappresentava solo una provocazione e si è capito chiaramente, io non sono per la chiusura dell’ospedale. Se si afferma che c’è Sanità ritengo che questa debba essere adeguata, certo non si pretendono  cose dell’altro mondo, da primato europeo, ma vogliamo che almeno i servizi essenziali funzionino.

E tra i servizi essenziali – ha continuato Ferrarello - c’è la rianimazione. Non si può affermare che le cose siano funzionanti, anche a garanzia del personale che lavora nella struttura, i medici devono essere messi nelle condizioni di potere operare, se poi nella struttura esistono dei menefreghisti, così come per gli impiegati comunali è un problema del sindaco, per l’ospedale la soluzione spetta al manager.

A Petralia, in particolare, non abbiamo rianimazione, non abbiamo ortopedia, pur insistendo nel territorio Piano Battaglia, il dr. Candela ha detto che  verrà riaperta la funzione, non il reparto, di ortopedia con un ortopedico che una volta alla settimana verrà a fare interventi programmati, aspettiamo di veder trasformate queste promesse in fatti. 

Attendiamo con fiducia quello che ci è stato promesso perché sono ormai sei anni che promettono e che nonostante un decreto non mantengono. I tempi di attesa per la diagnostica sono eccessivamente lunghi (si arriva anche ad aspettare otto mesi per una ecografia), noi siamo per avere una sanità pubblica che funzioni, paghiamo le tasse così come le pagano quelli della città, se non è un problema economico che lo risolvano, se invece il problema è economico chiudano un ospedale in città e ne riaprano uno nelle aree interne perché il ministro Barca, che uno dei ministri che gode della mia stima, ha sempre parlato di sviluppo delle aree interne.

Senza sanità non c’è sviluppo, oltretutto è anche un fatto economico, perché se non c’è una Sanità adeguata non si può sviluppare o portare avanti nessun progetto turistico. Non voglio sentire più chiacchiere, per quanto mi riguarda o ci trattano da cittadini di serie A, come sono tutti gli altri o sono pronto a fare battaglie e barricate chiedendo a tutti i cittadini madoniti di scendere in campo in maniera seria.

Diamo il tempo necessario al manager per l’attuazione delle promesse, visto che si è insediato da poco tempo,  però non possiamo sottostare ai voleri della politica, che cambia manager ogni cinque minuti, mentre noi moriamo in questa periferia dimenticata.

Ai politici che abbiamo eletto e che abbiamo mandato a Palermo chiediamo la risoluzione dei nostri problemi, non le passerelle, ci facciano capire che intendono lavorano bene.

Noi abbiamo delle strutture meravigliose, queste devono essere adeguate a fatte funzionare in tempi brevissimi. Il riferimento alle dichiarazioni del vescovo di Nicosia ritengo – ha concluso il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarelo - che abbia detto le stesse cose che ho detto io, io le ho dette in maniera provocatorie, lui ha fatto delle richieste ben precise.Sono del parere che la figura di sindaco dovrebbe essere ricoperta a turno, anche per capire la drammaticità dei fatti. Abitiamo un territorio abbandonato da tutti i punti di vista, non solo da quello sanitario, invito chi di dovere a prendersi le  proprie responsabilità. Dove sono le Istituzioni, dov’è la Regione, dov’è lo Stato? Ci hanno lasciati al nostro destino, un esempio su tutti: quest’anno per fare il programma estivo a Gangi ci siamo tassati tutti, amministratori e cittadini, ma non perché abbiamo amministrato male, perché pur avendo un avanzo di amministrazione di oltre due milioni e mezzo di euro,  ed essendo uno dei comuni meno indebitato d’Italia, siamo vincolati al Patto di Stabilità e non possiamo spendere i nostri soldi. E’ impossibile andare avanti in questo modo, è giunto il momento che i madoniti si facciano sentire per porre risoluzione ai problemi e non morire come gli indiani nelle riserve”.