Il Giudizio Universale: Quando la cultura vince la crisi
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- Gabriele Scavuzzo
Qualche tempo fa, in tempo di crisi, di stenti e di spending reviews, un noto ministro, impegnato nelle scelte di austerity, tra un taglio ed un altro, diede il via ad una citazione contenente al proprio interno significati sociologici, economici e antropologici ben lungi anche dalle intenzioni dell’autore stesso di quella frase.
Quel celebre “con la cultura non si mangia” iniziò a girare intorno, in mezzo a tutti coloro che quella crisi la vivono ogni giorno sulla propria pelle. Difficile entrare in disquisizioni troppo complesse e difficilmente comprimibili in un articolo giornalistico, qui basti dire che la crisi, sia essa economica, culturale, sociale, quando arriva porta con sé quel rancore verso il “superfluo”, verso quelle cose ritenute dai più “inessenziali”, “inutili” o “non indispensabili”.
E quale cosa, più di ogni altra, è cosi superflua come la cultura?
Nel rapporto costi/benefici, quanto troppo costa la cultura e quanto poco beneficio porta? Bé, se quel noto ministro a queste domande sembrava avere la risposta più naturale e scontata, allora la “Compagnia di Nostra Signora”, associazione culturale nata nel 2012 a Gangi, sembra voler contraddire fortemente quel concetto, o preconcetto.
Sembra voler ribadire con forza che, oggi, anche e soprattutto in tempi di crisi economica, ritornare all’arte e alla cultura è più un salto in avanti che indietro, è come provare a cavalcare l’onda, affermando con forza che la cultura è parte della nostra storia e non può essere emarginata a semplice succursale dei nostri bisogni “economici”, avvalorando, al contrario, una teoria opposta a quella predicata nei templi dottrinari economici: con la cultura si mangia, a patto di creare movimenti, cicli virtuosi, energie positive, anche e soprattutto volontarie.
Perché da che cosa può partire la nostra economia, se non dalle cose più preziose che abbiamo e che ci sono state donate gratuitamente, tramandate dai nostri padri: la terra, l’arte e l’ingegno. Proprio da qui partono i ragazzi della “Compagnia”, i quali, attraverso anche un pizzico di follia, hanno voluto credere in un progetto straordinario, quasi impensabile agli inizi: la creazione di un Musical completamente nuovo.
Una storia nuova, musiche nuove, testi nuovi, coreografie nuove, scenografie nuove, costumi nuovi, insomma tutto creato interamente dall’ingegno e dalla buona volontà di ragazzi Gangitani, e non solo. La storia è quella di un pittore, uno dei più grandi nati in Sicilia, Giuseppe Salerno, vissuto a Gangi a cavallo tra il 500’ e il 600’ e del suo più celebre quadro, “Il Giudizio Universale”.
Ideato da Stefano Sauro, con le Musiche di Filippo Paternò, le coreografie di Jvan Bottaro, le scenografie di Luciano Inguaggiato, i costumi di Elisa e Maria Ferro e la regia di Sauro e Piero Macaluso, lo spettacolo, che vede al suo interno i migliori attori e ballerini selezionati sulle Madonie e non solo, andrà in scena il 16, 17 e 18 Agosto a Gangi.
Grazie anche al patrocinio del Comune di Gangi e della BCC “Mutuo Soccorso Gangi”, oltreché di numerosi sponsor che hanno creduto nella realizzazione di uno spettacolo inedito e straordinario per il territorio, e grazie soprattutto all’universalità di linguaggio e dei temi trattati, l’opera teatrale ha l’ambizione di espandersi al di fuori del contesto Madonita, andando anche a toccare tappe in tutto il territorio Nazionale.
Ambizioni e aspettative importanti, quindi, perché se è vero che attraverso la cultura non si mangia, è pur vero che, tramite essa, si possono costruire sogni, speranze e, perché no?, contesti e soluzioni economicamente importanti per un territorio quale quello Madonita. “Questa è la Compagnia di Nostra Signora: gente di buona volontà, consapevole che ciò che rende l’animale, uomo, è l’arte” (citazione “Compagnia di Nostra Signora”).