Consulta Giovanile adotta Acquedotto

Sabato 20 luglio 2013 alle ore 9,00 è previsto il raduno a Piazza Duomo da cui partirà il corteo dei giovani della Consulta e di tutti i cittadini termitani che vorranno prenderne parte, per recarsi in bicicletta presso il sito. I ragazzi della Consulta puliranno e sistemeranno il sito dove si erige il prestigioso monumento. L’Acquedotto Cornelio risale al I secolo d. C. e rappresenta la più grande architettura romana nel suo genere in Sicilia.
Ostruito dagli arabi durante l’assedio dell’828, fu distrutto da Carlo d’Artois nel 1338 e, successivamente ricostruito, rifornì la città fino al 1860. L’importante opera iniziava il suo percorso dalle sorgenti di Brucato, alle falde del monte S. Calogero e si estendeva per circa 8 chilometri, fino a raggiungere il centro abitato. La parte più rappresentativa dell’antica opera idraulica è il maestoso ponte di contrada Figurella a doppie arcate (in origine nove nella parte inferiore e quindici nel superiore: due archi per ogni ordine sono crollati), alto 16 metri e lungo in origine 101 metri.
Il Presidente della Consulta giovanile Giuseppe Catalano dichiara che “con l’adozione dell'Acquedotto Cornelio i giovani termitani non solo danno lustro alla città che riscopre così un gioiello di grande valore storico e culturale, ma diventano protagonisti del loro presente, in un periodo in cui la maggior parte della collettività giovanile guarda con diffidenza e disinteresse la gestione della res publica”.
L'Assessore alla cultura Noemi Virzí dà il suo sostegno all'iniziativa della Consulta giovanile dichiarando che “l'attivitá promossa dalla Consulta giovanile rappresenta un impegno nobilissimo, perchè ha come obiettivo il recupero e la valorizzazione dell'Acquedotto Cornelio, monumento che rappresenta uno splendido esemplare di ingegneria, ma anche un pezzo della storia di questa cittá”.
“Questa iniziativa veramente apprezzabile – ha concluso il sindaco Totò Burrafato – va nella giusta direzione. Impegnarsi concretamente per la promozione del nostro importante patrimonio culturale, significa garantirne anche la fruibilità”.