LA SOPRINTENTENZA SEGUE DA VICINO GLI SCAVI ARCHEOLOGICI  DI 'SANTA MARINA'

I funzionari della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, diretta dalla dottoressa Maria Elena Volpes, visitano gli scavi già avviati dagli studenti dell’Università di Palermo, sotto la guida  dei professori Oscar Belvedere e Aurelio Burgio in collaborazione con l’associazione culturale “Gaetano Messineo”, sul sito di “Santa Marina” nel comune di Petralia Soprana. Sul campo è giunta la responsabile degli scavi Rosamaria Cucco della U.O.X, diretta da Stefano Vassallo, per verificare lo stato dei luoghi. Le indagini sono riprese dall’area dell’edificio porticato, di età imperiale romana, messo in luce dalle precedenti campagne di scavo che hanno portato alla luce un piano di roccia sul quale sarebbe stato impostato il gradino ed il colonnato che contraddistingue l’ambiente definito come cortile oltre che un probabile cardine di porta di quella che potrebbe essere una villa romana. “Questo scavo – ha detto Rosamaria Cucco – rientra tra quelli più importanti che la soprintendenza sta portando avanti nel territorio madonita con il coinvolgimento delle comunità locali e dei comuni. Nel caso di “Santa Marina” – continua Cucco – un plauso va ai proprietari del fondo e ad Ernesto Messineo che ha consentito la continuazione dello scavo avviato da suo fratello Gaetano prima della sua scomparsa.  Altro importante elemento da sottolineare  - conclude il funzionario  - l’attività di volontariato che c’è attorno a questi scavi e la disponibilità del Comune.” I lavori, infatti, vengono eseguiti dagli studenti dell’università di Palermo sotto il controllo dei professori Belvedere e Burgio che li seguono da vicino.

Durante gli scavi, che si terranno per tutto  il mese di luglio, si svolgerà anche un campo sperimentale didattico di scavo simulato che vedrà all’opera i ragazzi della Casa Famiglia "La casa di Cinzia". A “Santa Marina” sono giunti anche l’archeologo romano Dario Scarpati che si occupa di archeologia e accessibilità museale e Miriam Mandosi che è coordinatrice di un progetto per la musealità diffusa, oltre che esperta di comunicazione per i non udenti.