Ultimo Consiglio Provinciale - Lapunzina: Il fallimento della Giunta Avanti
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Pubblichiamo integralmente - così come ricevuto - l'intervento del capogruppo PD Gaetano Lapunzina, nella seduta conclusiva del mandato di consigliere provinciale.
Signor Presidente, Colleghi Consiglieri.
E’ l’ultima seduta di questo Consiglio provinciale ed è l’ultimo dei miei tanti (e per qualcuno sicuramente troppi) interventi in quest’Aula.
Voglio, preliminarmente, ringraziare tutti Voi per l’attenzione, e a volte per la pazienza, che avete dimostrato. L’opposizione non sempre può associarsi ai toni gentili e pacati e suscitare condivisione.
Ma, per come lo intendo io, lo scontro politico, anche quando è forte e acerbo, lascia inalterati i rapporti tra le persone o, se è il caso, li rafforza.
Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo al personale di Palazzo Comitini, che si è sempre dimostrato all’altezza della situazione, rendendo onore a questo splendido luogo che ci ha ospitato in un lustro della sua millenaria e gloriosa storia, che, mi auguro, non ne risulti troppo pregiudicata.
Concludiamo con il voto sul rendiconto della gestione del 2012, e non poteva esserci migliore occasione per gettare uno sguardo complessivo, sia pur sommario, su questi cinque anni di Amministrazione Avanti.
Un’Amministrazione che si è presentata a questa Assemblea, era l’estate del 2008, con programmi ambiziosi ed a ranghi completi, non riuscendo quasi a trovare spazio, coi suoi dodici Assessori, nei banchi destinati alla Giunta.
Quei banchi oggi sono desolatamente vuoti, come sovente lo sono stati nei mesi addietro.
Già questo è indice evidente di un fallimento.
Se nessun componente dell’Amministrazione è qui a rivendicare un bilancio di cose fatte, di realizzazioni in favore della Comunità amministrata, il motivo è di facile comprensione.
Un bilancio dobbiamo, quindi, necessariamente trarlo dai numeri che ci vengono sottoposti.
Egregi Colleghi, Presidente.
Viviamo, non è una novità, una prolungata fase di crisi internazionale, che mette a dura prova l’economia dei paesi più progrediti e che si ripercuote, con tutta la sua drammaticità, nelle zone storicamente più svantaggiate, come la nostra Regione ed in essa il Territorio provinciale che siamo stati chiamati ad amministrare.
C’è stato un tempo in cui i Cittadini, per disinteresse e disattenzione, hanno concesso tanto, troppo spazio, alla classe politica, incuranti di come venissero in concreto utilizzate le risorse pubbliche, perché sembrava ve ne fossero in gran quantità. Bastava assicurare quel minimo di servizi essenziali, e poi nessuno aveva cura dei mille rivoli in cui si disperdeva una spesa, quasi sempre improduttiva.
Lo scenario è nel tempo mutato ed è cambiata l’aspettativa nei riguardi dei pubblici amministratori, dai quali la Gente si aspetta, direi pretende, comportamenti e scelte coerenti e responsabili.
Un impiego oculato e trasparente di quelle poche risorse di cui dispongono gli Enti.
Ciò che più è mancato a questa Amministrazione provinciale è stata la presa di coscienza di questo mutato quadro economico – politico – sociale.
Chiusi tra le mura del Palazzo, non ci è resi conto che i tempi erano cambiati, che occorreva innanzitutto, una maggiore trasparenza.
Nel tempo in cui anche le consultazioni per la formazione del governo vanno in streaming, erano nel segno della modernità le battaglie da me, condotte, già dalla prima Conferenza dei Capigruppo, per ottenere la diffusione via internet dei lavori di questo Consiglio. Ci avrebbe reso percepibili dalla Gente, più impegnati nell’attività, e di certo più autorevoli. Spiace non sia andata così.
Anche la pubblicazione degli atti sul sito web è una conquista per cui ho tanto lottato, e che è stato possibile ottenere solo dopo che una legge ci ha perentoriamente obbligati. E spiace constatare come ancora oggi si evidenzino vistose inadempienze, come, ad esempio, la mancata pubblicazione dell’elenco delle spese di rappresentanza, sostenute dall’Ente nell’annualità 2012.
Quasi settecentomila euro (ma erano stati oltre 4 milioni nel 2009, prima che una legge obbligasse ad un sostanzioso taglio) spesi per Relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, in un esercizio finanziario, il 2012, in cui alla manutenzione ordinaria dei 2.200 chilometri di strade provinciali sono andati euro zero!!!!
Basterebbe questo solo dato per esprimere un giudizio perentorio sulla gestione di un Ente che non è riuscito a decodificare la reale scala di priorità del Territorio.
Ma vanno ricordati anche i quasi 250 mila euro destinati a mantenere in vita, anche nel 2012, un parco auto a disposizione dei componenti della Giunta, che pur era stata costretta, anche qui dalla legge e non dal buon senso, a rinunciare a quelle vetture più potenti che alle casse dell’Ente costavano, ogni anno, oltre seicentomila euro. Continuando con le spese di missione, per decine di migliaia di euro, che ci hanno consentito, però, di potare, più volte, in questi anni il saluto ed il conforto dell’Amministrazione provinciale agli emigrati siciliani, specie a quelli nel Nord America.
Una Amministrazione che non ha saputo nemmeno “contrarsi”, quando nel 2011, su proposta di chi vi parla, il Consiglio approvò, in doppia lettura, la modifica statutaria per il taglio da dodici a nove dei componenti, in ossequio alle previsioni di una Legge Regionale.
Un segnale, anche questo, di non attenzione ad un mutato scenario che imponeva austerità.
La Provincia Regionale di Palermo, piuttosto, ha continuato, in un Territorio colpito dalla crisi, a vivere nel suo clima di festa e di autocelebrazione, onorando, anche nel 2012, l’Anniversario, il 152°, dalla sua fondazione. Con manifestazioni in stile ridotto, è vero, costate appena 800 mila euro. Nulla in confronto alle celebrazioni milionarie degli anni 2009 e 2010. Ma non abbiamo rinunciato a spegnere anche questa candelina. L’ultima, forse.
Colleghi Consiglieri, Signor Presidente.
Non condivido, e non ho mancato di dirlo, le modalità e gli argomenti con cui si giunge a questo, ancora ipotetico, superamento delle Province, riversando su di esse responsabilità che vanno ricercate anche in altra sede. Ma se c’era una possibilità di poter dire la nostra, di rappresentare con forza la opportunità e forse la necessità che questo Ente continuasse la sua azione, noi ce la siamo alienata, per il pessimo modo in cui questa azione è stata, in questi anni, condotta.
Il tentativo di mantenere in capo alla classe politica responsabile di ciò un potere di rappresentanza, attraverso la permanenza direi quasi “post mortem” negli organismi dell’URPS, ho già avuto modo di definirlo grottesco e ridicolo.
Confidiamo, sia pur con qualche ragionevole scetticismo, nella capacità del Legislatore regionale di individuare, celermente, una nuova forma di gestione del territorio e dei servizi in ambito sovraccomunale, più vicina alla Gente ed ai bisogni della Comunità. Non sarebbe tollerabile un prolungamento “sine die” della gestione commissariale, equivalente ad annullamento di quella democrazia e che alla base di ogni autonomia locale.
Confidiamo che possano essere individuate soluzioni a tante emergenze che rimangono sul tappeto, destinate ad acuirsi per il cospicuo taglio dei trasferimenti statali e regionali. Mi riferisco principalmente, alla sopravvivenza dell’Istituto Provinciale Cultura e Lingue, al futuro della Palermo Energia, alla gestione dei fondamentali servizi in favore delle scuole secondarie superiori, specie quelli destinati ai disabili.
Confido, pure, che la Magistratura possa definire presto il quadro di responsabilità attorno alla vicenda IBS Forex, che ha portato al clamoroso ammanco di 35 milioni di euro nelle casse dell’Ente. E’ indispensabile che venga chiarito se ci sono o meno responsabilità di carattere penale. Il mio profondo rammarico è che ciò non sia avvenuto entro la conclusione di questa esperienza consiliare.
Concludo ringraziando i Colleghi del Partito Democratico che, in questi cinque anni, mi hanno concesso l’onore e l’onere di esserne il Capogruppo e scusandomi con quei cittadini elettori che, nella nostra azione, non hanno trovato corrispondenza con il mandato che avevano inteso affidarci.
Grazie.
Palermo, 14 giugno 2013