Perchè, per sconfiggere la crisi, bisogna fare squadra nel nostro comprensorio.
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Il nostro giornale con la collaborazione dei CCN attualmente costituiti, con il Parco delle Madonie e con altre importanti realtà economiche sta portando avanti un progetto ambizioso: la CARD CARPE DIEM che ha come unico scopo quello di non far morire i centri storici. Per le Madonie è diventato determinante.
Molti commercianti non riescono a guardare avanti, senza spingere sulla novità, sull’aggregazione, sullo stare assieme.
Tra le difficoltà c’è lo scetticismo per cui non sempre si riesce a vedere oltre in una visione comune per ottenere un risultato che alla lunga darà vantaggi per tutti. Dal punto di vista culturale dobbiamo cambiare la nostra impostazione mentale. Prima il commerciante si sentiva il padrone dentro la sua attività e non si interessava di ciò che avveniva fuori, adesso la sfida è quella di mettersi tutti quanti in rete e dialogare.
Le amministrazioni comunali hanno visto nell’operatore commerciale e dell’artigianato solo la fonte dei prelievi senza dare nulla. Oggi è venuto il momento di far da soli.
Per il territorio delle Madonie la fidelizzazione vi è solo nel momento in cui abbiamo il codice identificativo di una carta che ci consente di profilare il comportamento all’acquisto di quella carta. Se non si capisce come si muovono e cosa fanno le masse all’interno del territorio, domani non saremo in grado di fare la programmazione del territorio e neanche pensare a quel livello di infrastrutture che servono.
I punti di debolezza legati a un punto di vista culturale sono innegabili.
Auspichiamo anche che si sviluppino una serie di servizi di fruizione, di fidelizzazione della clientela, per intercettare flussi turistici e per valorizzare e potenziare i propri clienti. Si deve cercare di essere all’avanguardia con quello che offre il mercato a prezzi equi. Se si riesce a sviluppare in rete tutta una serie di servizi aggiuntivi che possono tornare utili si potrà, persino, creare occupazione. In questo momento però molti stanno scommettendo se resistere con le proprie attività. Bisogna cercare di arginare la fuga di consumatori dai piccoli centri e poi da qui si potrà fare il salto per recuperare le persone che sono andate nei grossi supermercati.