Non si trattava di eternit ma di di fibre di cemento

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione in merito alla vicenda di cui sotto:

A distanza di qualche mese da un episodio che ha messo in grave allarme la comunità di genti che gravita (e campa) attorno alla tutela e salvaguardia del Parco delle Madonie, mi preme riportare alla comunità di genti, che il parco invece autenticamente lo vive, qualche corretta informazione, con lo scopo di portare un seppur piccolo contributo alla costruzione di una autentica cultura di tutela dell'ambiente, dunque di verità.

La vicenda in questione è quella riportata da diverse testate giornalistiche tra cui Madonielive ( 6 novembre 2012) dove con un titolo inequivocabile "Eternit in un'auto: scatte una denuncia a Polizzi" veniva narrata l'operazione dei Carabinieri della stazione di Polizza Generosa (coordinati dalla Compagnia di Petralia Sottana) che, fermato sulla S.S. 643 il signor M.A. di 65 anni, lo trovavano in possesso di 4 lastre di asserito Eternit che stava trasportando sul portabagagli dell'auto.

La notizia, per come riportata, destava l'allarme e l'interessata attenzione del "tutore" del Parco che, in data 8 novembre, a nome dell'Ente e della comunità madonita, dopo aver rivolto un sentito ringraziamento ai militari operanti, in considerazione e ragione dei compiti istituzionali da assolvere, pre-anticipava addirittura la costituzione di parte civile nell'instaurando procedimento penale, adottando "il pugno duro contro chi contravviene alla più elementari norme poste a garanzia del nostro bene più prezioso".

La decisa reazione trovava eco e riverbero 1’8 novembre sul sito del Parco delle Madonie, il 9 novembre su Esperonews e su altre testate locali.

Nessuno conosce oggi dell'esito finale della vicenda e per questo, per il sacrosanto diritto di avere la corretta ricostruzione dei fatti, preme (e necessita) rappresentare quanto segue.

L'8 novembre 2012, è stato effettuato il prelevamento dei campioni del materiale che componeva le lastre incriminate.

Le operazioni si sono svolte accedendo alla casa di abitazione di M.A., in un garage contiguo all'abitazione, dove intanto la macchina con il suo contenuto potenzialmente pericoloso era stata riposta.

L'esito delle analisi è stato assolutamente rassicurante per il M.A. e per la sua famiglia perché è_ stato accertato trattarsi di fibre di cemento esenti da contenuto di eternit.

In ragione del risultato delle analisi, il veicolo è stato dissequestrato ed il procedimento penale archiviato.

Cosa si è saputo di tutto ciò? Assolutamente nulla.

Riepilogando, alla luce dei risultati delle indagini, i fatti e le condotte sono dunque le seguenti:

1) non vi era stato alcun trasporto di materiale altamente inquinante all'interno del Parco delle Madonie;

2) l'allarme e le misure punitive minacciate erano assolutamente fuori luogo, perché fondate su notizie di stampa non verificate nella loro autenticità di contenuto;

Quale insegnamento possiamo trarre da quanto accaduto a M. A. che, cittadino incolpevole, (che forse nemmeno conosceva della propria incolpevolezza, non sapendo della natura pericolosa del materiale che trasportava) ha sentito l'ostilità ottusa di chi pur ricoprendo posti di responsabilità si è avventurato in dichiarazioni che non hanno trovato nemmeno lontano fondamento nei fatti?

 Malla Antonino