Riceviamo e pubblichiamo la risposta di V. Lapunzina sulla SULLA SCELTA DEL NEO ASSESSORE

Mi consentano i lettori di Madonie Live di approfittare di queste pagine e di utilizzare  “termini forti” per rispondere al delirio dell’impotenza di una persona che tutto sa fare meno che amministrare una Comunità. Pensate l’Amministrazione Intrivici, che ho tanto contestato e che gli elettori castellanesi hanno “bocciato”, lo ha superato di gran lunga per capacità amministrativa!

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Intanto per chiarezza non sono “predecessore” di nessuno, la mia esperienza amministrativa si è aperta e si è chiusa e figuriamoci se una persona “chiamata” senza un ragionamento politico, logico e concordato con una maggioranza politica possa essere indicato come mio successore. Presunzione, arroganza e quant’altro? Si, nei confronti di questa gente non si può ragionare in termini diversi.

Li posso solo ringraziare per avermi offerto, ancora una volta, la scena ma questa volta voglio rivolgere anche un messaggio a tutti gli Amici ed Elettori del sottoscritto, sia quelli che materialmente hanno scritto “Lapunzina”, accanto a “Di Martino”, sia quelli (e sono tanti!) che hanno scritto secco solo “Lapunzina” e quelli che hanno votato il “Progetto Democrazia” perché si sono illusi che insieme con Di Martino avremmo potuto fare tante cose per questa Comunità.

Cari Amici io non vi ho tradito! Semmai ho onorato la Vostra fiducia in quanto ho trascorso sei mesi di inferno accanto ad una persona politicamente incompetente e vuota anche sotto il profilo umano!

Altro che divorzio, il matrimonio non si è celebrato né tantomeno consumato, la mia ingenuità mi ha portato nella tana del lupo dove il capo branco non ha niente a che vedere con Akela e il suo “Consiglio della Rupe”, né con il mondo magistralmente raccontato da Lord R. Baden Powell di Gilwell.

Ma come si fa ad affermare che mi “ha chiesto formalmente di dimettermi” in occasione di quanto accaduto nel corso di una giunta dove non ho potuto tacere e dissentire su quanto stavi avallando? Avevi la pretesa di  destinare un contributo economico di € 2000,00 a sostegno di un iniziativa promossa da un’Associazione che non avrebbe tenuto in considerazione la ricettività e i prodotti tipici locali, ovvero noi “paghiamo” e i loro ospiti dormivano altrove e mangiavano a Cefalù e a Gangi; a Castellana le “briciole”, si consumava (c/o la struttura geodetica!) una frugale cena a base di panini con milza e panelle fornite da un operatore di Caltanissetta!

Io ero Assessore alle Attività Produttive, oltre ad essere in Giunta in rappresentanza degli Operatori Economici, ed era mio dovere contrastare l’atto, te l’avevo anticipato nei giorni antecedenti, con calma e senza fare “sceneggiate”, in maniera chiara e senza dare adito a comportamenti “tendenziosi” o “faziosi” come da te affermato nell’intervista del 26 maggio.

Me ne sono andato con i miei piedi in quanto ero, inconsapevolmente, stato per sei lunghissimi mesi accanto ad una persona che era tutt’altro che un maestro e che oggi parla di “soglia etica di chi amministra la cosa pubblica”. Di Martino, sei l’ultima persona nell’universo mondo che mi può dare lezioni di “etica” politica!

Sei lunghissimi mesi che mi hanno impegnato in maniera entusiasmante, giorno e notte, grazie al mio senso del dovere ed al rispetto dell’Istituzione che rappresentavo, portando a casa, da solo (!) importanti risultati.

Fattelo certificare da tutti i Dirigenti del Comune!

Sei lunghissimi mesi dove non si perdeva occasione (ad arte e strategicamente per farmi saltare i nervi!) per approfittare e calpestare la mia dignità di uomo e di amministratore e ti potrei fare decine di esempi, uno tra tutti quando mi hai fatto dire alle rappresentanze dei Comuni di quattro regioni, in occasione della Sagra della Pecora, che ti trovavi a Roma per il fine settimana ed invece la sera ti sei presentato, (senza ringraziare gli ospiti, da perfetto anonimo)  ed al solito hai trovato ragione per umiliarmi pubblicamente in quanto mancava il pane per la degustazione (non previsto, fra l’altro). Di questi aneddoti ne potrei raccontare a decine dimostrando le tue “umili” qualità.

Ma perché non hai parlato degli “abusi del potere che la carica  conferisce” nel corso del Consiglio Comunale dove hai informato lo stesso delle mie dimissioni?

Perché ne parli a distanza di qualche mese?

Non è forse vero che negli accordi pre-elettorali il Ventimiglia avrebbe dovuto prendere il posto del giovane Saccomanno al termine dei due anni e mezzo di esperienza in Giunta?

Vuoi spiegare, se hai il coraggio, le vere ragioni per cui hai scelto di nominare un 4° assessore in un momento in cui le casse del comune non sono in grado di sopperire al suo mantenimento? E perché proprio Ventimiglia?

Hai firmato un accordo elettorale con il sottoscritto, anzi con il gruppo dirigente di un Associazione, accordo che prevedeva a seguito della mia elezione, di nominarmi assessore con la delega di vice-sindaco, rimanendo con lo status di Consigliere Comunale, non l’hai mantenuto perché non sei un uomo di parola. Nonostante tutto ti ho dato fiducia accettando la scelta di non nominarmi tuo vice sindaco, perché ho creduto in un progetto utile per la nostra comunità; ti ho ridato fiducia accettando la tua proposta di dimettermi dal Consiglio Comunale dando la possibilità ad uno che aveva ottenuto meno della metà dei miei consensi di non dimettersi e di ricoprire la doppia veste di Consigliere Comunale e di Assessore.

Ma non ti accorgi che hai una squadra di governo non “tua”?  Che non ti riconosce nessuna leadership e che non riuscirai mai ad eguagliare il “gruppo Intrivici”, per affiatamento e solidarietà di gruppo, nemmeno se viene la fata turchina e ti trasforma in Varenne?

A quale informazione “tendenziosa, maliziosa e gossippara” ti riferisci? Di quella “informazione” - libera, che si firma, che ci mette la faccia, che denuncia, che cerca di fare riflettere in che mani, anche con il mio aiuto (ahimè), siamo andati a finire e che per denunciare non invierà mai lettere anonime o ritagli di giornale intimidatori -  ti dovresti soltanto compiacere!

Fratello! Si fratello, perché alla fine il vero “gossip” della storia è che l’Asino sono io che ti ho dato fiducia, che ti ho messo i “ferri”, che ti ho permesso di uscire dall’oblio contribuendo in maniera determinante alla tua elezione.

Non vi ho tradito, cari elettori ed elettrici, ho dato dignità al vostro consenso! Semplicemente.

Vincenzo Lapunzina