Ricorso al TAR contro accorpamento scuole - Sindaco Meli: 'atto gravissimo'
- Collesano, Madonie, Provincia, Sicilia,
- Attualità, Cultura,
- Rosalba Asciutto
Il Sindaco del Comune di Collesano, Giovanni Battista Meli e i genitori degli alunni frequentanti l’Istituto Comprensivo di Collesano, hanno presentato ricorso al TAR Sicilia contro la Regione Siciliana e l’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’annullamento del Decreto emesso dall’Assessorato con il quale è stato approvato il Piano Regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche.
In particolare, nel piano di dimensionamento scolastico della Regione Siciliana viene previsto, per la Provincia di Palermo, l’aggregazione dell’Istituto Comprensivo di Collesano (371 allievi) all’Istituto Comprensivo di Campofelice di Roccella (1043 allievi) a partire dall’anno scolastico 2013/2014.
Il decreto emanato dall’Assessorato regionale si pone in netto contrasto con la volontà espressa dal Tavolo Tecnico Regionale che aveva deliberato la costituzione di un Istituto scolastico includendo le scuole di Collesano, Isnello e Gratteri, proposta che era stata suggerita dai docenti dell’Istituto collesanese.
Il decreto inoltre violerebbe, secondo i ricorrenti, la normativa regionale che consente ai comuni montani il mantenimento dell’autonomia scolastica con un numero di alunni maggiore di 300. Inoltre l’accorpamento previsto con l’Istituto di Campofelice di Roccella comporterebbe un numero di alunni superiore ai 1400, in forte sovrannumero rispetto alle norme vigenti.
Il Sindaco Meli ritiene “sia gravissimo che, nonostante il Tavolo Tecnico Regionale abbia evidenziato i motivi di legittimità del mantenimento della sede scolastica di Collesano, considerazioni che non hanno avuto in forma ufficiale e in quella sede alcun parere negativo, l’Assessore Regionale abbia ritenuto di non tenerne conto. In tal modo si è di fatto sottratta una sede scolastica in provincia di Palermo cedendola ad un’altra provincia con motivazioni evidentemente di carattere politico, partorendo un provvedimento irrazionale e incoerente; sono giustificazioni che nulla hanno a che fare con l’efficienza del sistema scolastico che quel tavolo tecnico aveva l’incarico e l’onere di attenzionare nell’esclusivo interesse della scuola e degli alunni.” “Avrei preferito – conclude Meli - in tempi di crisi e di grandi ristrettezze economiche evitare di dover spendere preziose risorse comunali per pagare ricorsi e avvocati, destinando invece le stesse somme per acquistare computer, banchi, sedie di cui avrebbero goduto i bambini. Questo Assessore, nonostante mi sia recato più volte nei locali del suo Assessorato, ha dimostrato di non voler ascoltare, mettendo in evidenza grande inesperienza e insicurezza”.