Lettera aperta del Sindaco ai cittadini di Cefalù
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Leggendo i commenti di qualche improvvisato opinionista mi tornano alla mente i versi di una famosa canzone: “Se lavori, ti tirano le pietre, non fai niente e ti tirano le pietre. Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va e pietre prenderai senza pietà!”.
Personalmente non me ne curo perché, a differenza di coloro che hanno lasciato in eredità al Comune di Cefalù una montagna di debiti e di quelli che, per anni, non si sono interessati del risanamento e dello sviluppo, sto dedicando tutte le mie energie nell’interesse esclusivo della città.
Faccio questo con la convinzione che Cefalù è una delle più belle località d’Europa e con la consapevolezza che è necessario porre rimedio ai guasti provocati dalla cattiva amministrazione, dallo sperpero del denaro pubblico, e dalla mancata tutela dell’interesse dei cittadini.
Sto cercando in tutti i modi di evitare al Comune l’onta del dissesto finanziario che sarebbe il colpo di grazia ad una economia cittadina già profondamente provata dalla crisi economica.
Per questo, dopo aver lavorato all’approvazione di ben 4 rendiconti (2008, 2009, 2010, 2011) e due bilanci (2011, 2012), non ho esitato a dar battaglia per evitare che Cefalù pagasse oggi i guasti provocati, per la maggior parte, in un periodo storico che qualcuno ha definito “d’oro” (forse riferendosi all’ammontare delle numerose consulenze che venivano pagate con le tasse versate dai cittadini);
Per questo ho lottato perché ci fosse riconosciuto il diritto di usufruire delle misure previste nel cosiddetto decreto Salva Comuni.
Per questo ho predisposto un piano di riequilibrio pluriennale che affianca alle misure per il risanamento (tagli alle spese e ai costi della politica, razionalizzazione delle risorse, piano di rateizzazione dei debiti concordato con i creditori) e che, recependo l’indirizzo datomi dal Consiglio Comunale, non prevede l’acceso al fondo di rotazione in quanto questa opzione avrebbe portato all’aumento al massimo delle imposte e delle tariffe e un forte taglio, tra l’altro, alle seguenti voci di spesa: servizi socio sanitari e socio assistenziali, disinfestazione e derattizzazione, mensa scolastica, manutenzioni, spese raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, interventi per i disabili mentali ed in materia di assistenza, spese per il trasporto urbano, buoni libro. Ce n’è abbastanza per comprendere che la medicina sarebbe stata peggiore del male.
Per questo ho avviato una incisiva azione per il recupero dei crediti vantati dal Comune che per troppo tempo, soprattutto nei riguardi dei ‘grandi utenti’, ci si è “dimenticati” di richiedere.
Ogni intervento che punti a migliorare il decoro urbano, la viabilità i servizi, passa dal risanamento dei conti pubblici e dal senso di responsabilità dei cittadini. Quel senso di responsabilità che deve indurre ogni cittadino al pagamento di quanto dovuto nei confronti del Comune e al rispetto delle elementari regole di civiltà e di decoro.
Sono convinto che questa città tornerà ad occupare il posto che le spetta tra le principali località turistiche se si porrà fine a rivendicazioni corporative e di parte, se ognuno avrà rispetto dei beni pubblici, se, parafrasando Jonh Kennedy, oltre a chiedere cosa fa il Comune per ciascuno di noi, ci si chiederà anche cosa ciascuno può fare per il Comune.
Ciò che mi incoraggia ad andare avanti è il fatto che scorgo segnali positivi. A tal proposito mi sento di ringraziare coloro che, spesso in silenzio, spontaneamente e gratuitamente collaborano per realizzare interessanti manifestazioni pubbliche, per far rinascere antiche tradizioni che erano state abbandonate, per ridare decoro ad alcune zone urbane, per migliorare l’arredo urbano. Solo per citare l’ultima di queste iniziative, desidero ricordare che i ristoratori del Lungomare hanno concordato con l’Amministrazione l’idea di migliorare, con la collocazione di fioriere, un’area che dal primo giugno sarà pedonalizzata a beneficio dei cittadini e dei numerosi turisti.
E’ vero che ancora tanto è da fare ma solo con l’impegno di tutti sarà possibile raggiungere l’obiettivo di una città più vivibile per i propri abitanti e più accogliente per i suoi visitatori.
Qualcuno ebbe a dire: “Un'opera d'arte è tale soltanto se è, nello stesso tempo, un simbolo e l'espressione esatta di una realtà”. Una realtà che deve cambiare con l’impegno quotidiano e costante degli Amministratori ma anche di tutti i cittadini. Facciamo in modo che l’opera quotidiana di ciascuno di noi possa diventare autentica opera d’arte.
Con sincera fiducia e viva cordialità
Il Sindaco Rosario Lapunzina