Inaugurazione del Museo Civico Etnoantropologico 'Giovanna Bellomo'

Mercoledì 1 Maggio alle ore 19.00 sarà inaugurato a Montemaggiore Belsito il Museo Civico Etnoantropologico "Giovanna Bellomo", centro di memoria storica della comunità montemaggiorese.

Il progetto, fortemente voluto dal Prof. Leonardo Runfola, appassionato di oggetti e ricordi della tradizione popolare e marito del Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo montemaggiorese "Monsignor Arrigo", Prof.ssa Giovanna Bellomo, scomparsa prematuramente il 25 marzo 2011, è stato favorevolmente accolto dall’Amministrazione comunale, che lo ha realizzato in appositi spazi presso il Centro Polifunzionale "Papa Giovanni Paolo II", in via Messina, 2.
Il Museo espone gli oggetti ricercati e raccolti con tanta passione ed interesse nel corso degli anni dal professore Runfola, oggetti antichi, tradizionali, storici, appartenuti al folklore di Montemaggiore Belsito e fungerà da centro culturale per la collettività montemaggiorese, insieme all’intero edificio, già da diversi anni struttura che accoglie un Teatro e la Biblioteca comunale.
Gli oggetti del museo sono posti su dei cubi bianchi, adeguatamente illuminati, per esaltare la ricchezza e la bellezza dei singoli manufatti della storia montemaggiorese, e sono inoltre accompagnati da ampi cartelloni illustrativi che spiegano, in siciliano e in italiano, la specificità degli arnesi esposti e dei vari mestieri in cui venivano adoperati.
"La realizzazione di un museo etnoantropologico - afferma il Professore Runfola - è un sogno che coltivo da tanti anni, da quando ho cominciato a ricercare con cura tutti gli oggetti e i vari attrezzi di una civiltà agro-pastorale che ha costituito il tessuto connettivo del nostro paese. Ogni piccolo oggetto che evoca antichi ricordi, ha suscitato in me fascino ed attenzione e contemporaneamente il bisogno di coglierne le caratteristiche, la funzione, l’uso, come testimonianza di un mondo genuino, ricco di valori semplici ma intensi, dove anche la vita quotidiana in casa o nei campi richiedeva impegno e sacrifici. Un mondo diverso da oggi e dal suo ritmo frenetico, un mondo ricco di tradizioni, di costumi, di attività cicliche nel rispetto dell’alternarsi delle stagioni, dove ogni componente della famiglia rivestiva un ruolo importante, dai bambini, alle donne, agli uomini e soprattutto agli anziani come depositari di saperi e di esperienze. Un mondo che le nuove generazioni
disconoscono ma che devono imparare ad apprezzare perché lì sono custodite e poggiano le radici della nostra civiltà. Il mio sogno è stato sempre questo, consentire ai giovani di cogliere i segni di un passato che deve continuare a vivere attraverso una ricostruzione museale".
"Ho accettato con gioia - continua il professore - il ruolo che mi è stato offerto dall’attuale Amministrazione Comunale e ho messo a disposizione, per la fruizione collettiva, non solo tutti gli attrezzi, ma anche il mio impegno e le mie capacità ritrovando così un modo per riempire un po’ quel vuoto che si è venuto a creare nella mia vita. Ho sposato in pieno la proposta di intitolare a mia moglie il Museo Civico, una donna di elevato senso professionale e umano, che tanto si è adoperata per la collettività curando ed amando con tenerezza, con competenza e con un sorriso quella fascia sociale che va dai piccoli di 3 anni fino ai ragazzi di 14 anni, e che purtroppo non è riuscita a portare a termine il suo progetto di vita e di attività lavorativa".
La realizzazione del Museo Civico "Giovanna Bellomo" rappresenta per l'intera comunità montemaggiorese un importante momento di crescita culturale ed è senz'altro una istituzione che sarà apprezzata non solo dai visitatori odierni, ma anche dalle future generazioni.