Turturici sul 25 Aprile
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Le parole Italia, Patria, Tricolore, Stato, Libertà, Repubblica, Democrazia, Patriotta, Memoria... sono patrimonio di tutti gli Italiani, soprattutto di coloro che con orgolio rivendicano di esserlo. Scrive in una nota il consigliere comunale di Termini Imerese Dario Turturici.
In questo momento difficile per la nostra nazione ciò rappresenta un punto di ripartenza essenziale al fine di ritrovare i valori democratici che sembrano essersi dispersi in questi anni, sia per colpa di una generazione che ha deciso, irresponsabilmente, di rimettere ad altri la guida di un paese in declino, che per colpa di un' altra generazione che ha pensato come proprio appannaggio la Politica.
Sulla scorta di ciò non posso non festeggiare il 25 aprile con convinzione e con in mente la Storia di questa Nazione.
Non posso non festeggiare questa ricorrenza avendo in mente tutti coloro, bambini donne e uomini, che hanno perso la vita per darci l'odierno sistema Repubblicano e l'Unità della stessa Italia, qualsiasi sia stato il loro pensiero politico-culturale.
Personalmente - dice Turturici - non mi arrenderò mai ai silenzi della storia rispetto alle atrocità compiute da tutte le forme di totalitarismi, nella speranza che protagonisti di queste giornate nazionali, che per me non hanno colore politico, saranno sempre più i giovani cittadini Italiani.
In questo contesto affermo, con convinzione che l'iniziativa unanimamente condivisa dall'intera IV Commissione Consiliare, dalla Commissione Toponomastica e dalla Giunta Municipale, in collaborazione con le locali sezioni A.N.P.I. e A.N.C.R., di intitolare una piazza alla giornata del 25 Aprile e una al concittadino IMI Antonino Lo Bello sia il segno più forte che una Istituzione Pubblica possa dare all'intera comunità con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Antonino Lo Bello e con esso tutti coloro che hanno contribuito a darmi la libertà di cui godo e di cui godranno i miei figli, sono e resteranno per sempre i miei nonni, i miei zii, i miei padri nel nome dell' ITALIA che s'è, e che dovra essere, DESTA.