Vecchio ufficio postale: azione o agitazione?
- Cefalù,
- Speciali,
- Angelo Sciortino
Premetto, per evitare di essere frainteso o, peggio ancora, di essere accusato di poca obiettività, che personalmente vorrei rivedere la Villa come l'ho conosciuta da ragazzo, quando non era stata ancora deturpata dal “vecchio ufficio postale” e dall'obbrobrio dell'ex palazzo Telecom, oggi sostegno a una antenna pericolosa per la salute dei cittadini e soprattutto dei bambini, che nella Villa hanno l'unico e striminzito parco giochi.
Vorrei pure che la piazza del Duomo ritornasse allo splendore precedente alla costruzione “abusiva”, che ne nasconde persino il Palazzo Vescovile. Vorrei queste e tante altre cose ancora, ma alcune non possono più essere ottenute, se non calpestando diritti, che sono stati ceduti per l'insipienza delle amministrazioni comunali...e di non pochi cittadini-sudditi.
Il caso del vecchio ufficio postale (nella foto) è uno di questi. Pur avendone avuta l'occasione, non siamo stati in grado di riprendercelo, quando fu messo all'asta da “Poste Italiane”. Non siamo stati in grado non soltanto per difficoltà finanziarie, ma anche per i soliti bizantinismi burocratici e per l'incapacità della politica di superarli.
Ora che il danno è fatto, ho l'impressione che sia in atto un tentativo di ledere diritti legalmente e legittimamente acquisiti, servendosi degli identici bizantinismi, reinterpretati pro domo mea. Così mi sembra che debba essere interpretato il punto all'o.d.g. del prossimo Consiglio comunale del prossimo 12 aprile.
Con tale punto si ripropone al Consiglio la deliberazione, già bocciata, con la ragione che vi sono “ulteriori avvenimenti che giustifichino” la riproposta.
E quali sarebbero gli ulteriori avvenimenti? Una lettera dell'Assessorato regionale, con la quale questo prende atto di aver ricevuto una comunicazione dall'Amministrazione comunale? Mi sembra poco, troppo poco!
L'aver scoperto che il cosiddetto silenzio-assenso era maturato in 90 giorni, dimenticando che l'art. 6 della Legge regionale 9/93 fissa tale termine in 180 giorni? Non ci credo! Non posso credere che che queste interpretazioni bizantine siano “gli ulteriori avvenimenti che giustifichino”!
E allora? Credo che siamo ancora di fronte a una prova di agitazione, priva del necessario supporto intellettuale, che ne facciano un'azione.