Un fumetto per ricordare la Strage di Caltavuturo del 20 Gennaio 1893

 Il fumetto è un linguaggio, esattamente come la musica, la televisione o il cinema, e al pari degli altri linguaggi, può essere utilizzato per informare, per raccontare la realtà in cui viviamo e la nostra storia. Utilizzare i fumetti per trattare temi come la Strage di Caltavuturo del 20 Gennaio 1893, significa lavorare per la difesa e la diffusione della memoria collettiva. Il 20 Gennaio rappresenta una fetta importante della memoria storica di Caltavuturo, ma è anche un fatto che ha avuto una grande rilevanza nazionale basta ricordare l’interpellanza fatta al neonato parlamento italiano da parte del deputato siciliano Napoleone Colajanni oppure il libro “I Vecchi e i Giovani” di Pirandello che è stato il megafono che ha permesso di far arrivare lontano l’eco di una tragica pagina di storia come quella che hanno scritto i contadini di Caltavuturo. L’importanza della memoria storica, è proprio questo che ha spinto la redazione del giornale locale L’Altra Faccia a realizzare questo fumetto, quella memoria storica molte volte bistrattata, ma che permette ai giovani volgendo lo sguardo al passato di vivere un presente migliore e soprattutto di essere dei cittadini migliori in grado di costruirsi un futuro migliore. Devono infatti essere principalmente i giovani a conservare nella loro memoria l’eroico coraggio di quei contadini caltavuturesi, per far sì che il trascorrere del tempo non riesca a cancellarlo. Proprio per questo sabato 23 marzo, nell’anno del 120° anniversario di quella strage, la redazione de L’Altra Faccia ha presentato alle scuole di Caltavuturo il fumetto che ha realizzato con la collaborazione di una giovane caltavuturese Caterina Prinzivalli (che ha realizzato i disegni) e con il contributo di Lelio Bonaccorso, che è uno dei più importanti fumettisti siciliani, che ha condiviso il progetto e che ha realizzato la prefazione.

Giuseppe Calanni Macchio (redazione L’Altra Faccia)