Sabato 'Gesù e Pilato: due modi diversi di essere uomini'
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- Rosalba Asciutto
Sabato 23 marzo alle ore 17:30, presso l’ex chiesa di San Giacomo, si svolgerà la messa in scena dell’opera “Gesù e Pilato: due modi diversi di essere uomini”, organizzata dal Comune e dalla Proloco di Collesano.
La messa in scena di quest’opera, liberamente ispirata al romanzo di Eric-Emmanuel Schimitt, “Il Vangelo secondo Pilato”, propone il dramma di Cristo ribaltando quello che è il punto di vista tradizionale della narrazione, in quanto ci pone di fronte ad un Gesù così umano da essere quasi inconsapevole della sua natura divina.
La prima parte dell’opera è infatti incentrata sulla testimonianza di un uomo che sa di dover morire e che si interroga, che dubita, che ha paura, che non si ritiene all’altezza del compito affidatogli da Dio. Le sofferenze nel corpo e nell’anima lo rendono quanto mai vicino al dolore umano, nonostante percepisca la necessità di sconfiggere la morte attraverso l’amore divino.
La seconda parte, invece, ha come protagonista Ponzio Pilato che, dopo la scoperta della sparizione del corpo di colui che soprannomina “il mago di Nazareth”, manifesta il suo scetticismo conducendo un’indagine razionale e mirata. In
questa ricerca della verità, Pilato compie un viaggio introspettivo che riporta alla luce tutti quegli interrogativi sepolti nel fondo della sua coscienza. In tal modo comprende che non è importante essere romano o ebreo o egiziano, ricco o povero, potente o schiavo, importa creare insieme un mondo migliore.
Il testo suggerisce una ulteriore riflessione sulla Resurrezione di Cristo: il trionfo della vita sulla morte si identifica nella riscoperta della propria interiorità e nel rinnovamento dell’anima, in cui il dubbio e la fede coesistono nel definire i confini tra il Bene e il Male.
I lettori saranno: Carlo Rao, Nino Lo Forti, Graziina Sferruzza, Maria Teresa Manzella; scenografia a cura di Grazina Sferruzza e Pasquale Pusateri, regia di Carlo Rao, aiuto regia di Nino Lo Forti.