Soppressione Province - Avanti replica a Crocetta

“Ritengo davvero inquietante il monito ai deputati regionali del Presidente Crocetta, secondo il quale sull’abolizione delle Province è in gioco la democrazia e la finanza pubblica”. Il Presidente dell’Unione regionale province siciliane Giovanni Avanti, Presidente della Provincia regionale di Palermo, contesta l’ultima affermazione del Governatore in merito al disegno di legge attualmente in corso di discussione all’Ars.
“Al Presidente Crocetta che sbandiera il termine democrazia – afferma Avanti – vorrei ricordare che la legge in questione oltre a rinviare il voto, non permettendo ai cittadini di esprimersi, prevede la nomina di commissari di suo riferimento. Non credo sia questo un buon modello di democrazia. Per non parlare poi dell’abolizione dell’elezione diretta dei vertici dei futuri liberi consorzi dei comuni. Un eclatante esempio di restaurazione, con la creazione di enti intermedi di secondo livello per i quali i cittadini non potranno scegliere i Presidenti e gli organismi consiliari. La guida di questi nuovi enti sarà invece demandata alle scelte delle consorterie dei partiti, con tutto quello che ne consegue, annullando in un sol colpo un’importante conquista di venti anni fa, che era stata l’elezione diretta. Davvero un ottimo esercizio di democrazia da parte del Governo regionale”.
Sul fronte della finanza pubblica, invocato da Crocetta, il Presidente Avanti contesta il criterio dei liberi consorzi del comuni e del taglio dei costi. “Si potrebbe arrivare – afferma Avanti – fino alla creazione di 33 nuovi enti intermedi con un inevitabile proliferare di costi e un altrettanto inevitabile caos istituzionale nel trasferimento delle competenze che finirà con l’appesantire la finanza pubblica. Perché invece in questi mesi il Presidente Crocetta non ha approvato nessuna procedura per lo snellimento o la soppressione di tutti gli enti mangiasoldi che continuano ad operare nel territorio e vengono ancora gestiti secondo le più becere logiche politiche ? I numeri della finanza pubblica locale in Sicilia sono poi davanti agli occhi di tutti e li ha evidenziati il Siope, la banda dati del Ministero del Tesoro. Nel 2012 la spesa totale della Regione Siciliana, fra parte corrente, costi di amministrazione, per il personale e in conto capitale è stata di oltre 9 miliardi di euro, quella dei Comuni di 4 miliardi e 500 milioni e quella delle nove Province di 600 milioni di euro.
Il personale politico della Regione costa a ciascun cittadino siciliano 32,97 euro, a fronte di un costo di 11,53 per i Comuni e di 3,39 euro per le Province. I dipendenti della Regione costano a ciascun cittadino siciliano 321,33 euro, i dipendenti dei Comuni 289,33 euro quelli delle Province 39,61 euro. I 206 enti strumentali della Regione, fra consorzi, agenzie e società, hanno comportato nel 2012 una spesa di oltre 28 milioni di euro, dei quali solo il 12% destinato agli investimenti.
Le cifre – aggiunge Avanti - parlano chiaro e dimostrano ancora una volta che il tema dell’abolizione delle Province è solo fumo negli occhi per l’opinione pubblica con l’unico scopo di distogliere l’attenzione dai veri sprechi che sono tutti dentro la Regione siciliana e i suoi tanti enti collegati. Se si dovesse ragionare in base ai numeri e all’efficienza dei servizi resi ai cittadini dovremmo parlare di abolizione della Regione piuttosto che delle Province”.