Gangi Libera prende posizione su adesione Parco Madonie

"La prima riunione pubblica organizzata dal Sindaco di Gangi e dal Presidente del Consiglio Comunale di Gangi, presenti il dott. Cantoni nella qualità di tecnico incaricato e Carmelo Giunta nella qualità di esperto dell’amministrazione comunale di Gangi, per illustrare alla cittadinanza la proposta di adesione, del Comune di Gangi, al Parco delle Madonie è risultata un autentico fallimento". E' quanto si legge in una nota della lista civica “Gangi Libera”,
"All’assemblea erano presenti gli addetti ai lavori protagonisti del dibattito politico gangitano e pochissime persone della società civile; l’auspicato ampio coinvolgimento della popolazione non c’è stato! è il segno che la tanto sbandierata “democrazia partecipata” dall’amministrazione comunale a Gangi è all’anno zero.
Ma veniamo alla cronaca, la proposta di adesione al Parco, già conosciuta dai più della sala, è stata finalmente presentata in un consesso pubblico, dopo che l’opposizione consiliare di Gangi Libera ha più volte sostenuto la necessità di un dibattito aperto non solo informativo ma partecipativo.
A dirla tutta Gangi Libera, in Consiglio Comunale, ha sostenuto la causa di un coinvolgimento pieno della popolazione per una scelta importante per il paese, come quella della pianificazione territoriale e ambientale, attraverso l’istituto del referendum consultivo; con il nostro rammarico la proposta è stata rinviata al mittente dalla maggioranza del sindaco Ferrarello". Aggiunge la lista civica.
"Così è stata presentata una proposta, di adesione al Parco delle Madonie, che nei fatti è stata esposta alla gente come la meno dannosa per il paese in quanto, di fatto, sarà interessata dalla vincolistica ambientale solo una piccola porzione del territorio comunale (il 9,4%) che costeggia il fiume Gangi, torrente che dà origine al fiume Salso, alimentato, oggi, in gran parte dagli scarichi depurati delle fogne del Comune di Gangi; l’area prevista, costituita prevalentemente da seminativi e pascoli dove vi ricadono diversi insediamenti agrozootecnici, ricadrebbe nella zona “D” della localizzazione del Parco stesso!
Con l’attuale proposta di adesione - dice Gangi Libera -, l’Amministrazione Ferrarello protegge un’area completamente alterata, fortemente antropizzata e priva di qualsiasi particolare interesse naturalistico dal punto di vista scientifico ed esclude, dai confini del Parco, aree di interesse storico e archeologico (monte Alburchia, Gangi Vecchio, Polizzello, Serra del Vento), geologico ed ambientale, alcune di queste limitrofe alla zona individuata, che al contrario andrebbero maggiormente tutelati dalle attività antropiche in quanto di particolare pregio".
"Il paradosso che in una di queste aree (Serra del Vento) l’Amministrazione Ferrarello, nell’assoluto silenzio, vorrebbe realizzare un Parco Eolico.
A nostro parere, questa maniera di operare, rappresenta l’apoteosi della contraddizione pianificatoria e amministrativa: i parchi pensati per salvaguardare le eccellenze territoriali e, nel contempo, per valorizzarle in questo caso vengono tracciati per fare il meno danno possibile alle popolazioni e magari per arricchire il carniere politico dell’amministrazione a beneficio di inseguiti equilibri territoriali di potere.
Se esiste la piena convinzione di aderire al Parco delle Madonie ci chiediamo: perché non si è scelto la proposta iniziale del Dott. Cantoni, che prevedeva l’ingresso al Parco dal limite territoriale del comune di Geraci Siculo che dal torrente Rainò risaliva verso contrada Prato-Cavaliere fino ad arrivare a Monte Zimmara per poi scendere verso contrada Castagna ed arrivare alla confluenza del fiume Salso dove si trovano dislocate le maggior parte delle aree comunali ad elevato interesse naturalistico, i manufatti di pregio architettonico-rurale, delle valenze archeologiche e storiche?
Ci chiediamo - conclude Gangi Libera - altresì: la selezione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B è una classificazione che rende onore alla dignità di tutti i gangitani? La scelta di aderire ad un Parco attraverso zone di controllo (quale quelle di tipo “D”) rende giustizia all’Istituto di Parco stesso? E ancora, il contenuto per certi versi furbesco di una proposta di adesione che lascia fuori territori di pregio non lede la dignità degli altri cittadini madoniti che invece hanno sostenuto nel corso degli anni passati il sacrificio di vincolistiche più consistenti per sostenere la crescita e l’affermazione dell’Istituto del Parco delle Madonie?
Lo sviluppo del territorio madonita passa attraverso scelte coraggiose e non certamente attraverso operazioni di piccolo cabotaggio; siamo certi che le Madonie tutte confermeranno un percorso di scelte fatte ad esclusivo interesse dei cittadini e dell’ambiente che li circonda.
Ce lo auguriamo come gangitani e madoniti".