Ricordando Mons. Carlo Valvo…
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Cari fratelli e sorelle, il 20 novembre 2012, alla veneranda età di 87 anni, il nostro carissimo mons. Carlo Valvo, chiudeva gli occhi alla scena di questo mondo per aprirli alla contemplazione e celebrazione di quella celeste liturgia che lui, “in mysterio”, ha quotidianamente celebrato in 64 anni di Sacerdozio.
Era nato il 15 ottobre 1925 a Buffalo (U.S.A.) da Giuseppe Valvo e Angela Scaccia, entrambi originari di Montemaggiore Belsito, ed emigrati in America in cerca di fortuna. Sei giorni dopo la nascita, il 21 ottobre, ricevette il Battesimo che ha segnato e disegnato l’inizio del suo cammino di fede. La prematura, improvvisa morte del padre, costrinse la famiglia a far ritorno nel paese d’origine Montemaggiore, dove, assieme alle sorelle Giovannina e Teresa visse un’infanzia poverissima dal punto di vista economico ma ricca di sollecitazioni spirituali ed educative.
Maturò la sua vocazione, insieme ai concittadini don Sebastiano Pace e al compianto don Giuseppe Pennavaria e ai più grandi, ormai defunti, don Giuseppe Felice e Mons. Cruciano Sclafani; oltre che nel suo ambiente familiare - Mons. Valvo era nipote dell’illustre Mons. Liborio Scaccia, fratello della mamma, che ha molto lavorato in Vaticano a servizio della Santa Sede - anche nel clima religioso della Parrocchia di Montemaggiore, guidata dallo stimato Arciprete Mons. Raffaele Arrigo, che egli spesso ricordava.
Con grandi sacrifici della madre e delle sorelle, compì gli studi ginnasiali e liceali nel nostro seminario. Fu ordinato Sacerdote dal Vescovo di Cefalù, Mons. Emiliano Cagnoni, il 2 maggio 1948, nella Basilica di Sant’Agata in Montemaggiore Belsito. Collaboratore a Monte-maggiore con i Parroci Mons. Gaetano Parisi e Mons. Cruciano Sclafani, in un secondo tempo anche con i Parroci don Giuseppe Pennavaria e don Domenico Sausa.
Dal 1964 al 1980 ha svolto il ministero di Parroco nella comunità di Isnello. Aiutante nel Seminario Vescovile di Cefalù, negli anni 1981-1984, ove, a proprie spese, creava la Biblioteca del Seminario, dedicandola a San Carlo Borromeo, grande Vescovo di Milano e Pastore della Chiesa. Negli stessi anni è stato Cappellano della Chiesa di San Nicola di Bari a Cefalù, che restaurava, sempre a proprie spese. Negli anni ’84 e seguenti continuò a collaborare nella Parrocchia di Montemaggiore. Qui, dall’84 all’86, restaurava la Chiesa della Badia, dedicata alla Madonna dell’Itria, ove ha svolto il suo ministero, sino all’ultimo periodo della sua vita, come Cappellano. Nei locali di questa Chiesa ha messo su un’emittente radio, attraverso cui, in tempi passati, erano trasmessi programmi di catechesi e di spiritualità; nell’ultimo periodo solo la S. Messa. Dal 1984 inviava alle famiglie di Montemaggiore la piccola rivista “Insieme meglio”.
Mons. Carlo Valvo, oltre all’impegno pastorale, con l’esercizio quotidiano del suo ministero presbiterale, ha coltivato anche quello culturale, pubblicando diverse opere. Nel 1988, in occasione del suo 50° anniversario di Ordinazione Sacerdotale, dava alle stampe la monumentale opera di 540 pagine dal titolo “L’uomo incorporato in Cristo”; nel 1990 la biografia in versi siciliani e italiani del concittadino, il Servo di Dio S. Ecc. Mons. Mercurio Teresi. Nel 2004 presentava l’opera “Mons. Mercurio Maria Teresi, tra i fiori più belli di Montemaggiore Belsito”. Nel 2008 pubblicava un’altra grande opera di 650 pagine “Dalle tenebre alla luce. Cosmologia e antropologia nelle riflessioni di un credente”. Infine, nel 2012, alcuni mesi prima di morire, dava alla luce la sua ultima opera dal titolo: “La Bibbia è ancora la Parola di Dio?”.
Mons. Carlo Valvo concludeva la sua vita terrena presso l’Ospedale di Termini Imerese, dove era stato ricoverato alcuni giorni prima, assistito dai coniugi Silvia e Marcel Preutesi che aveva scelto per essere accudito nella sua vecchiaia.
Mercoledì 21 novembre, giorno in cui la Chiesa fa memoria della presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria, si è svolto il funerale nella Basilica Chiesa Madre di Montemaggiore Belsito. La S. Messa, presieduta dal nostro Vescovo, S. Ecc Mons. Vincenzo Manzella, è stata concelebrata da alcuni Sacerdoti venuti da ogni parte della Diocesi. Nonostante il pomeriggio piovigginoso la Chiesa, che è abbastanza grande, era gremita di fedeli commossi e piangenti. Prima di iniziare la liturgia ha preso la parola il giovane Parroco del paese, don Salvatore Panzarella, ricordando con gratitudine il compianto Padre Valvo. Mentre, al termine della celebrazione, ha preso la parola il Sindaco di Montemaggiore, sig. Giuseppe Scaccia, che ha tratteggiato alcuni aspetti della personalità del compianto Presbitero. Il popolo belsitano, e non solo, con la sua compostezza, il suo silenzio e l’intensa partecipazione, ha manifestato il suo dolore per la dipartita di don Carlo Valvo. La celebrazione liturgica, semplice e solenne, ha espresso pienamente il “compiersi” del ministero di Mons. Valvo nella contemplazione del Volto radioso del Signore. La Salma è stata accompagnata e tumulata nella sua Cappella di famiglia, all’interno del locale Cimitero.
Nei giorni scorsi, ricevendo la rivista della Parrocchia di Isnello, ho visto che tra i diversi articoli pubblicati ve ne era uno riguardante Mons. Valvo. Per questo voglio riportare qualche pensiero scritto dal Sig. Pino Guercio che ricorda il compianto Sacerdote, da lui conosciuto durante la sua infanzia: «Don Croce Valvo è stato Parroco (amabilmente e tradizionalmente per tutti “Patri Parrocu”) per tantissimi anni, 16 circa, della nostra Parrocchia. Persona intelligente, mite e dinamica nello svolgimento del suo ministero pastorale e spirituale nella nostra Comunità Parrocchiale. Era dotato di un grande senso pratico, di una arguta e ponderata sapienza ed è stato capace di mettersi in relazione con tutti, o quasi. È stata una presenza importante per la crescita cristiana, umana e sociale della nostra Parrocchia. Guida costante, vicina ed attenta ai bisogni e alle attese della gente, di tutto il Popolo di Dio. Sostenuto e coadiuvato, nel suo servizio pastorale, da un circolo virtuoso di presbiteri isnellesi, sacerdoti la cui intelligenza, scienza e sapienza si spingeva oltre l’ambito religioso paesano. Rispettoso delle tradizioni religiose locali che non osteggiò o criticò mai; anzi le accolse nell’unico modo possibile: sostenendole nella crescita e nell’ortodossia. Educatore, non solo nell’ambito ecclesiale ma anche in quello scolastico. È stato, infatti, contestualmente nominato Parroco e Insegnante di Religione presso la locale Scuola Media. Giusta intuizione, i ragazzi venivano così accompagnati nella loro crescita anche in altri ambiti educativi, in una sorta di ideale e reale contiguità religiosa e culturale».
Prima di concludere voglio riportare un altro pensiero, a proposito della morte, scritto da Mons. Valvo nel suo volume “Dalle tenebre alla luce”: «Curri quantu vuoi ca ccà t’aspettu! È proprio vero che la vita senza un termine si rivelerebbe insopportabile? O è vero il contrario, ossia che dalla vita terrena nessuno vuole andar via, anche sapendo di vivere in una “valle di lacrime”, ma dove si rimane volentieri, anche lacrimando? Che per ogni cosa, per ogni animale, per ogni persona ci sia la fine è fuori dubbio: “non c’è rimedio, quando l’uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi (Sap 2,1); “È stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta” (Eb 9,27). L’esperienza vi mette sopra il suo timbro: anche se l’uomo nasce per vivere, tuttavia, nessuno riesce a farla franca. La scienza, poi, certifica che la fine, per ogni essere, non è solo sulla terra, ma nell’intero cosmo. D’altra parte, la non-morte comporta il nonnasce
re:
ciò che è proprio del solo essere perfetto, Dio. Un’altra verità indubbia è che il pensiero della morte ripugna. Tuttavia, da quando Gesù ha affrontato la morte nella libera obbedienza al Padre ed è risorto per la salvezza di tutti, la morte, pur nell’angoscia che presenta, è diventata espressione suprema d’amore, è diventata “sorella morte”, bramata pur di essere con Cristo» (pag. 613).
Con questa certezza nella vita oltre la morte, raccomandiamo la sua anima sacerdotale alla misericordia del Padre
perché la accolga nell’eterna liturgia dei Santi - passando dalle tenebre di questo mondo alla luce beata della gloria - e a Cristo, buon Pastore, chiediamo di effondere lo Spirito per il dono di nuove vocazioni per la Chiesa e per la nostra Diocesi Cefaludense.
Don Santo Scileppi.