Martin Schulz, Angela Merkel e l'Italia

Chi riveste un ruolo di alto prestigio, come il Presidente del Parlamento Europeo, dovrebbe esserne degno. Schulz non si è dimostrato tale, scendendo nel gioco delle parti, come non dovrebbe fare chi rappresenta tutti su scala europea. Non mi interessa difendere o sostenere nessuno degli uomini politici nostrani: ho le mie idee e le tengo per me. Penso tuttavia che, a prescindere dalle inclinazioni personali, come italiani non possiamo accettare di buon grado ingerenze come quelle del signor Schulz, davvero fastidiose e fuori luogo. La democrazia nasce dalle decisioni degli uomini e gli italiani meritano rispetto, perché non sono una razza di sottosviluppati, neppure rispetto ai luminari tedeschi come Schulz. Lasciateci liberi di fare le nostre scelte, liberi di sbagliare o di indovinare, senza il solito sermone o suggerimento del genio teutonico di turno. Questa linea tedesca rischia di far fallire il sogno europeo. Le rigidezze della stessa cancelliera guardano solo al tornaconto campanilistico, come se la Germania fosse fuori da una comunità, dove si dovrebbe ragionare a più ampio spettro. L'atteggiamento della Merkel, in parte motivato, dovrebbe aprirsi a un minimo di elasticità, altrimenti salta tutto nel Vecchio Continente. Mi rendo conto che lei cambierà marcia dopo le sue elezioni domestiche, quando anche nel suo paese si registreranno inevitabili contrazioni di mercato. Il danno, però, è forte. Io non voglio dare un giudizio sulla politica italiana, dove ognuno ha le sue rispettabilissime opinioni, tutte ugualmente dignitose, nel cui merito non entro. Mi limito a ragionare in difesa del rispetto che l’Italia e il popolo italiano meritano, senza deroghe, su scala europea. Il fatto che da parte mia ci sia un parere critico verso Schulz e la Merkel testimonia la volontà di uscire dalla solita logica delle contrapposizioni, che vizia spesso la purezza delle analisi. Punto, infatti, a scavalcare le preferenze cromatiche, dato che il primo è di sinistra e la seconda di centro-destra. Esprimo soltanto il fastidio per il comportamento del Presidente del Parlamento Europeo che, per nessuna ragione, specie in campagna elettorale, dovrebbe entrare a gamba tesa negli affari democratici di un paese membro. Lo impongono il galateo, il ruolo istituzionale, la tradizione e il fair-play.  Non ho mai visto un presidente della Camera, del Senato o della Repubblica italiana fare le stesse cose verso un paese estero. Evidentemente, pur con i nostri mille difetti, almeno in questo abbiamo più educazione e maggiore rispetto degli altri. Certi miei amici dicono che qualcuno potrebbe avere il “mal di pancia” nei nostri confronti. Schulz, in realtà, ha fatto capire che lo fa per il bene degli italiani: davvero generoso il tizio, ma mi spavento quando qualcuno, senza essere interpellato, si preoccupa così affettuosamente di noi. Preferisco credere a Babbo Natale! Non mi risulta che i tedeschi (da me siceramente ammirati) ci abbiano mai amato così tanto, ma può darsi che mi sbagli. Io ho come l’impressione che vogliano vincere una guerra economica. La verità, secondo il mio parere da profano, è che se l’Italia ha guadagnato molto dall’abbattimento degli interessi sul debito di cui si è giovata per molti anni, anche la Germania (cui va il mio rispetto per il ruolo di locomotiva continentale e per la sua efficienza) ha avuto un tornaconto notevole dall’Unione Europea, in termini competitivi e di costo del debito, specie negli ultimi tempi, quando alcune mosse, che hanno concorso al rialzo degli spread degli altri, si sono tradotte in un fortissimo interesse verso i Bund, dirottando enormi risorse sul mercato bancario e finanziario tedesco (messo forse peggio del nostro sul fronte delle esposizioni debitorie a rischio insolvenza), procurando energia economica a costo zero,  mitigando i rischi dei loro istituti di credito e scaricando gli oneri dell’operazione sugli altri, con l’invidiabile vantaggio di poter far shopping in Italia, in Grecia, in Spagna e in Portogallo praticamente a costo zero sui finanziamenti. Se a ciò si aggiunge il beneficio di vedersi svendere la merce (sia essa rappresentata da case, attività produttive, aziende pubbliche) in questi paesi il quadro si completa. Ecco l’altruismo di Schulz e della Merkel! Qualcuno dice che lui potrebbe avere una legittima insofferenza verso l’Italia, motivata dalle nostre dinamiche interne. Il fatto è che Schulz, come ogni essere umano, può pensare quel che vuole, ma da Presidente del Parlamento Europeo non può esternarlo in questo modo. Lo potrebbe fare se fosse un semplice deputato di Bruxelles, ma non da rappresentate dell’istituzione. Gli altri politici tedeschi hanno gli strumenti per far valere il loro “mal di pancia” nelle opportune sedi comunitarie. Quelli sono i palazzi destinati allo scopo e mi sembra che la Germania li abbia usati molto bene a suo favore. Le dichiarazioni di Schulz sono inopportune ed equivalgono alle classiche chiacchiere da bar, con l’aggravante dell’essere investito di un ruolo di prestigio e super partes. Riferendomi alla Merkel, esprimo una critica alla rigidissima ricetta dell’austerità (che pure ci vuole, ma con modulazioni diverse), perché questa sta strozzando l’economia reale del Vecchio Continente, togliendo ossigeno alle imprese, facendo perdere posti di lavoro, creando enormi disagi, stimolando la nascita di sentimenti antieuropei e di movimenti populistici, in alcuni casi violenti, in diversi paesi. Credo che una simile ricetta, in fase depressiva, porti solo al collasso se non affiancata da una politica di rilancio del sistema produttivo. Detto questo, se la cancelliera tedesca ha fatto passare la sua linea nelle opportune sedi istituzionali, ha operato nel modo politicamente corretto, anche se con miopia, dal mio punto di vista. Io avrei avuto una sensibilità diversa, meno provinciale e più su scala europea, nel senso vero del termine. A lei, invece, è piaciuta una logica di altro tipo. Da italiano non posso attaccare la liceità della scelta, ma ne prendo le distanze.  Il mio sogno è però un’Europa più integrata. Spero che si giunga presto a questo risultato, per il bene dell’Italia, della Germania e di tutti. Siamo cittadini dello stesso continente, vogliamo capirlo?